Aborto, Pannella attacca Ferrara in tv

A Unomattina salta il confronto: show solitario del leader radicale. <strong><a href="/a.pic1?ID=241377">Il direttore del Foglio</a></strong>: &quot;Non discuto della vita umana come fosse un'opinione&quot;

Roma - Tensione negli studi di Uno Mattina dov’era ospite Marco Pannella. Oggetto della trasmissione il caso del blitz delle forze dell’ordine a Napoli e la legge 194 sull’aborto. Pannella ha chiesto più volte di essere messo a confronto con Giuliano Ferrara, promotore della Lista per la vita, e i conduttori Duilio Giammaria ed Elisa Anzaldo hanno faticato a contenere l’irruenza del leader radicale.

L'attacco di Pannella "Abbiamo abolito l’immondo flagello dell’aborto clandestino" mentre Ferrara "che comunista ancora lo è" fa proprie le battaglie "del natalismo bestiale" degli Stati totalitari, da quello stalinista alla campagna mussoliniana. Pannella torna alla carica. A testa bassa contro Ferrara e la nuova campagna sulla riforma della 194 accusando il fondatore del movimento "Pro Life"" di preparare "una truffa" per tutti gli italiani. E ricorda alle "molte ragazze che oggi stanno lì a ragionare sullo zigote che noi abbiamo combattuto per eliminare il flagello dell’aborto clandestino". Pannella ha, poi, sottolineato che "il natalismo bestiale non è concepire" e si è scagliato contro "i produttori di aborto che sono in Vaticano e con Giuliano Ferrara".

La risposta di Ferrara Non "sottoporrò alla futilità delle opinioni a confronto" in tv il tema dell’aborto, né con Pannella né con altri. Ferrara spiega così il mancato confronto a Unomattina con Pannella, al quale invece offre di confrontarsi in un teatro, di fronte a un pubblico. "Non discuterò della vita umana, come se fosse un’opinione, con alcun candidato in tv", spiega Ferrara accusando la televisione di essere "antiveritativa", un "bel mezzo per comunicare, rispettabile e fatto da persone rispettabili". "Sul ponte di Messina o sull’Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l’amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità - continua il direttore de Il Foglio - senza fanatismo, io penso di averla trovata, la verità sulla vita umana, e credo sia giusto non esporla alla futilità delle opinioni a confronto". "Se le norme non mi consentiranno di esporre, in par condicio con altri candidati, le mie idee sulla strage eugenetica in corso nel mondo, pazienza", conclude Ferrara facendo sapere che la soluzione potrebbe essere l'entrare "in clandestinità mediatica". "I cittadini hanno il diritto di essere informati sulle idee di chi si candida alle elezioni, ma anche i cittadini hanno un’anima razionale - chiude - le anime razionali possono comunicare tra di loro, liberalmente, anche fuori dalla televisione, se necessario".

Pannella torna alla carica La risposta di ferrara non è piaciuta affatto a Pannella tanto da accusarlo di portare avanti una campagna con un’arte che gli viene "dall’esperienza comunista della falsificazione e della strumentalizzazione". In una conferenza stampa-monologo Pannella attacca il direttore del Foglio. "Giuliano è un comunista perfetto, la sua cultura è erede della cultura controriformista", insiste il leader radicale ironizzando poi su Ferrara, "anima gentile e ipersensibile" che "ha un affetto sviscerato per lo zigote". "Ora dice che lui è contro l’aborto. Ma chi mai, negli ultimi 45 anni, si era accorto che lui era contro l’aborto?".

L'invettiva di Liberazione "Siamo tutte assassine". Così titola il quotidiano comunista Liberazione. Grandi caratteri neri e rosa a occupare l’intera copertina aggiunta al giornale, nella cui testata, anch’essa stampata in nero e rosa, la "a" di Liberazione è sostituita dal simbolo del femminile. Sempre nella copertina, in taglio basso, l’editoriale "Ne va della civiltà di un intero paese", firmato da Franco Giordano e l’articolo di Angela Azzaro, dedicato alle manifestazioni di piazza organizzate ieri contro le modifiche alla legge 194 in molte città d’Italia. Ma il tema dell’aborto riempie con diversi articoli questa mattina la prima pagina anche de il Foglio, il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, che apre proprio con un pezzo siglato con l’elefantino, il simbolo usato dal direttore e intitolato, "Napoli ucciso un bimbo perché malato". Lo stesso articolo, firmato per intero da Giuliano Ferrara, è pubblicato, sempre in prima pagina, anche da Libero.