Aborto, scontro politico sul blitz in ospedale La Turco invia gli ispettori

Il ministro: «Voglio capire le vere ragioni dell’irruzione di Napoli». L’azione del pm rischia di finire al Csm

da Napoli

Qualcuno la sera del 10 febbraio, ha chiamato il 113, per avvertire che «presso il reparto di ostetricia del Nuovo Policlinico, era ricoverata una donna, che si era chiusa nel bagno e stava partorendo da sola, consumando pertanto un infanticidio». È sera tarda, quando, nelle redazioni arriva, via fax, una nota firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore, che spiega i dettagli del contestato intervento della polizia, presso il Dipartimento clinico di ginecologia ed ostetricia. Nel suo intervento il procuratore spiega che «da parte della centrale, veniva inviata subito una pattuglia sul posto e veniva avvertito il magistrato di turno di quest'ufficio». Il pm di turno, Vittorio Russo è stato poi contattato dall'ispettrice di polizia che si era recata al Policlinico con una collega «la quale riferiva - rivela il dottor Lepore - che una donna ricoverata, poco prima aveva espulso un feto nel bagno, a seguito del trattamento farmacologico induttivo all'aborto».
La segnalazione dell’anonimo si è poi rivelata falsa. La donna, Silvana, 39 anni, aveva in realtà abortito, secondo i termini di legge. Ma, intanto, il blitz nel reparto, le modalità di intervento della polizia, hanno provocato un fiume di polemiche, proprio in un momento in cui, il tema dell’aborto è tornato a infiammare la politica. Perché allora la telefonata anonima al 113? Chi aveva interesse ad accendere il fuoco delle polemiche? Sono molti i lati oscuri di questa vicenda, i cui retroscena sono ancora tutti da chiarire. Se veramente si vuole capire chi abbia tratto dei vantaggi da quella telefonata anonima di lunedì sera, è necessario identificare l’autore della chiamata al 113, partita dal Policlinico. I politici si dividono, chi parla di eugenetica, chi invece sostiene che dietro il blitz ci sia la crociata dei pro life. La vicenda è anche giudiziaria e investe persino il Csm. Le donne dell’organismo di autogoverno dei giudici chiedono un intervento per capire il perché dell’azione della procura napoletana. Il ministro della giustizia ha chiesto intanto un’«attenta verifica» e il ministro della Salute Livia Turco non esclude un’ispezione nell’ospedale di Napoli.
Il 113, in una nota della questura di Napoli si parla di «intervento corretto della polizia», avvenuto «nel rispetto delle norme di legge ed attuando le disposizioni della magistratura». Di diverso avviso alcuni medici del reparto di ostetricia, diretto dal professor Carmine Nappi, che hanno definito l’intervento della polizia, «da blitz anticamorra» mentre Silvana, ha definito l’intervento della polizia «un bombardamento di domande: mi hanno fatto il terzo grado». Sull’irruzione dei poliziotti è intervenuto anche il procuratore: «A quanto risulta a quest’ufficio, la condotta degli agenti è stata improntata nel pieno rispetto della privacy».
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