Abramovich non ha più voglia di spendere

da Londra

Non si è ancora stufato del suo passatempo inglese, ma non è più disposto a spendere una sola sterlina, neppure per vincere la Champions League. Dopo quattro stagioni che hanno stravolto la storia del Chelsea, e con essa gli equilibri della Premiership, Roman Abramovich ha deciso di voltare pagina. Basta investimenti multimilionari, basta campagne acquisti da record. Da quest'anno i dirigenti dei Blues dovranno fare quadrare i bilanci, pareggiando - nel giro di un paio d'anni - le entrate con le uscite. Agli eccessi delle ultime estati, dunque, subentra una politica di austerità, all'insegna della riduzione dei costi. Chi lo conosce, assicura che all'orizzonte non si prospetta la cessione della società.
Piuttosto cresce una certa dose di noia verso il calcio, e i suoi protagonisti. Un distacco coinciso - guarda il caso - con l'ultima passione del magnate russo, la bellissima Daria Zhukova, il colpo di fulmine all'origine del suo fresco divorzio. Ai suoi collaboratori più stretti - il direttore generale Peter Kenyon, Eugene Tenenbaum e il presidente Bruce Buck - Abramovich ha fatto sapere di non volere più sostenere nuovi investimenti, né ricoprire ruoli decisionali all'interno del club. Un passo indietro che giunge al termine della stagione più difficile dal suo arrivo (estate 2003) nel calcio europeo. Prima le incomprensioni con il tecnico José Mourinho, poi le delusioni sul campo. Un’annata che doveva regalare al club di Stamford Bridge la prima Champions, e che invece si è conclusa con «solo» due coppe nazionali. Un bottino largamente insufficiente per le ambizioni del secondo uomo più ricco del Regno Unito, l'undicesimo al mondo (accreditato di un patrimonio che si aggira sui 16 miliardi di euro, fonte Forbes).
Nelle prossime settimane, dunque, il Chelsea si limiterà a pochissime operazioni di mercato, per puntellare la rosa nel segno della continuità. Il primo acquisto - Steve Sidwell, centrocampista del Reading - è già stato perfezionato. Il difensore brasiliano Alex rientrerà dal prestito dal PSV Eindhoven, mentre per l'attacco, liberato Hernan Crespo, i dirigenti inglesi puntano sullo svincolato Claudio Pizarro del Bayern Monaco. Un ridimensionamento che coinvolgerà anche i giocatori già in rosa, a partire dalle bandiere della squadra, Frank Lampard e John Terry, ai quali finora la società ha negato il prolungamento del contratto (con sostanzioso aumento). Entrambi vorrebbero restare a Londra, ma le sirene del mercato sono già al lavoro.
E i tabloid ipotizzano clamorosi sviluppi: sulle orme del centrocampista si nasconde la Juventus, mentre il Milan insegue il capitano della nazionale inglese. Abramovich non sottoscriverà più contratti come quelli assicurati, solo 12 mesi fa, a Michael Ballack e Andriy Shevchenko (nove milioni di euro all'anno). Sheva che ieri era a Milano a fare shopping in Montenapoleone. Né destinerà altri 100 milioni di euro in acquisti, come gli è capitato nei suoi primi due mesi al Chelsea. «Il portafoglio è chiuso», titola il Sun. Appunto.