Abramovich vuole Ronaldhino Il Barca: "No, resterà con noi"

Il miliardario russo riprova (con 15,5 milioni) a portare al Chelsea il funambolo brasiliano. Ma Laporta chiude: "Non ci sarà alcun divorzio". Intanto la stampa inglese stronca Capello dopo la sconfitta della nazionale a Parigi: ha fallito

Londra - Didier Drogba sempre più lontano, Ronaldinho pronto a prenderne il posto: il Chelsea ha già stanziato 15,5 milioni di euro per portare allo Stamford Bridge l’asso brasiliano, in rottura con il Barcellona. Il talentuoso brasiliano, 28 anni, sembrava ad un passo dai Blues già lo scorso inverno, quando il fratello-procuratore di Ronaldinho, Roberto de Assis, si era incontrato con Roman Abramovich: contratto di cinque anni per oltre 14 milioni di euro a stagione. Mancava solo l’accordo con il Barca che non è stato infine raggiunto. Ora però i dirigenti catalani, stanchi dei continui capricci del brasiliano, si sono decisi a cederlo, abbattendo l’iniziale costo del cartellino (120 milioni di euro). L’arrivo di Ronaldinho, dopo quello di Nicolas Anelka, servirà con ogni probabilità per rimpiazzare Drogba, in partenza a fine stagione. L’attaccante ivoriano già lo scorso settembre, all’indomani dell’esonero di Josè Mourinho, aveva dichiarato che il suo tempo al Chelsea era scaduto. Nel suo futuro l’Italia (Milan o Inter) o la Spagna (Real Madrid o Barcellona).

Il Barcellona: "No, resterà con noi" "Non ci sarà alcun divorzio con Ronaldinho, per cui nutriamo il massimo rispetto come sempre". Firmato Joan Laporta. Il presidente del Barcellona ha cercato attraverso i media spagnoli di mettere a tacere le voci che vorrebbero la società blaugrana vicina alla rottura con l’asso brasiliano. Secondo quanto riportato dagli stessi giornali spagnoli, infatti, il Barca non sarebbe più disposto ad accettare il comportamento dell’attaccante e, soprattutto, non sarebbe soddisfatto delle condizioni fisiche del brasiliano che nelle ultime domeniche hanno portato il tecnico Rijkaard ad escluderlo dalla lista dei convocati. Ronaldinho, che non ha partecipato nemmeno all’amichevole vinta ieri sera dal Brasile (con gol di Pato) contro la Svezia, ha un contratto con il club blaugrana fino al 2010 con uno stipendio più che oneroso (oltre gli 8 milioni di euro all’anno). Insomma, non proprio un dettaglio nel caso in cui il club decidesse di mettere sul mercato il fuoriclasse carioca. Ma, secondo le parole del numero uno del Barcellona, questa eventualità non sarà presa nemmeno in considerazione: "Ronaldinho è un giocatore che ha dato molto al nostro club - ha dichiarato Laporta -, sta solo attraversando un momento difficile per via di alcuni problemi fisici. In ogni caso dobbiamo concentrarci sul finale di stagione, pensando alla squadra e non alle individualità". Il Barcellona, infatti, è ancora in corsa per il titolo della Liga e rincorre il Real Madrid, capolista con 4 punti di vantaggio sulla diretta inseguitrice.  

La stampa inglese attacca Capello Nonostante la soddisfazione di Fabio Capello, la sconfitta di ieri sera per 1-0 Parigi viene commentata in toni decisamente più critici sulla stampa britannica: nella notte delle 100 presenze di David Beckham la solita Inghilterra stenta a mettere in mostra qualche miglioramento. Lenta, prevedibile, macchinosa, la nazionale dei Tre Leoni si deve inchinare alla Francia che «mantiene per quasi tutta la gara il controllo». Ironia della sorte, però, la rete che decide l’incontro di Saint Denis è arrivata in uno dei rari momenti di predominio inglese. «Non c’è modo di evitare di sottolineare come Capello abbia già stabilito una noiosa continuità con i suoi immediati predecessori Steve McLaren e Sven Goran Eriksson», scrive il Guardian evidenziando l’ennesima modesta prestazione in una gara amichevole dell’Inghilterra. Anche chi si aspettava grossi cambiamenti nella formazione è rimasto deluso dopo il debutto di un mese fa contro la Svizzera. Dell’undici sceso in campo a Parigi, solo David James, Wes Brown e Gareth Barry non erano nella squadra che ha disputato i quarti di finale della Coppa del Mondo 2006 contro il Portogallo. «C’è una costante sconsolante nella pochezza dello stagno dove l’Inghilterra deve pescare i suoi pesci», commenta il Guardian. A fine gara Capello si è detto soddisfatto per i miglioramenti tattici della sua squadra, assicurando che per l’ultima amichevole prima delle qualificazioni mondiali - il 20 agosto contro la Repubblica Ceca - l’Inghilterra sarà pronta.
Il Ct si è detto particolarmente contento dalla capacità dei suoi di cambiare modulo in corsa, passando dall’iniziale 4-2-3-1 al più classico 4-4-2. Un cambio che - secondo Daily Telegraph - ha però danneggiato l’efficacia della manovra inglese, passata dall’essere «fluida ad una ripetizione rigida e prevedibile». Ma la notte di Parigi verrà ricordata soprattutto per la 100/a presenza di Beckham con la maglia della nazionale, salutato con una standing ovation al momento di lasciare il posto a David Bentley. Un passaggio di consegne simbolico, spiega il Telegraph: «Lo spettacolo francese pone fine alla carriera di Beckham». Altrettanto severo il titolo del Times: «Nicolas Anelka rivela subito l’inconsistenza dei lenti progressi sotto Fabio Capello». Secondo l’autorevole quotidiano l’Inghilterra gioca «male» come una squadra italiana ma senza il cinismo e la capacità di fare risultato delle squadre nostrane. «Il nuovo tecnico non è ancora riuscito nella sfida di produrre l’inaspettato - scrive il Times -. Le migliori squadre europee e sudamericane partono lento per poi accelerare al momento opportuno. L’Inghilterra parte lenta per poi concludere ancora più piano». «Doccia Eiffel: l’Inghilterra è un fallimento», l’apertura del Sun; «Dave ja vu», il gioco di parole del tabloid Mirror che se la prende con il portiere David James, colpevole di aver procurato il rigore poi realizzato da Franck Ribery.