Abruzzo, il Papa tra gli sfollati: "Ora case solide"

Benedetto XVI visita i terremotati dell’Abruzzo (<strong><a href="/video.pic1?ID=papa_onna">il video</a></strong>) e li invita ad avere fede: &quot;Ammiro il vostro coraggio&quot;. Poi l'appello alle istituzioni: &quot;Subito soluzioni concrete per gli sfollati&quot;. La gente di Onna: &quot;Ci ha ridato la speranza&quot;

L'Aquila - Un saluto ai terremotati e una carezza a tutti i bambini colpiti dal sisma. La presenza di papa Benedetto XVI a Onna è un abbraccio a tutto l'Abruzzo che ancora oggi piange la scomparsa dei propri cari e soffre per la perdita delle proprie case. Un messaggio di speranza per i vivi e una preghiera per i morti: "Sono venuto di persona in questa vostra terra splendida e ferita, che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà". Quindi l'appello alle istituzioni: "Subito soluzioni concrete per gli sfollati".

Il dolore del Santo Padre "Vi sono stato accanto fin dal primo momento, fin dalla prima scossa di terremoto che ha causato quasi 300 vittime". E ancora: "Vorrei abbracciarvi con affetto ad uno ad uno". Parole non convenzionali quelle usate dal Papa, nel suo primo incontro con i terremotati nella tendopoli di Onna, sotto una pioggia battente. "La Chiesa tutta - ha aggiunto Benedetto XVI - è qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma. Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità. Non è infatti il primo terremoto che la vostra regione conosce, ed ora, come in passato, non vi siete arresi; non vi siete persi d’animo. C’è in voi una forza d’animo che suscita speranza. Molto significativo, al riguardo, è un detto caro ai vostri anziani: Ci sono ancora tanti giorni dietro il Gran Sasso".

La ricostruzione delle case Gli abruzzesi, anche in nome delle persone morte sotto le macerie, "attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide". Benedetto XVI ha espresso la sua "cordiale vicinanza" agli sfollati della tendopoli di Onna che ha voluto idealmente abbracciare "con affetto uno ad uno", elogiando la forza d’animo che stanno dimostrando in questa tragica circostanza quale segno più forte di speranza. "Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità - ha continuato Benedetto XVI alla tendopoli di Onna - non è infatti il primo terremoto che la vostra regione conosce, ed ora, come in passato, non vi siete arresi; non vi siete persi d’animo. C’è in voi una forza d'animo che suscita speranza".

La gente di Onna: "Ci ha ridato la speranza" Ventidue giorni dopo il terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo a Onna è tornato il sorriso. "I nostri cuori sono pieni di emozione - dicono gli abitanti del piccolo paese simbolo della tragedia, dopo la visita del Papa - ci ha portato un messaggio di gioia e di speranza". Benedetto XVI è stato letteralmente assalito dagli abitanti per ricevere una benedizione o un semplice saluto. E il Papa, raccontano, non si è sottratto: ha salutato e accarezzato il più piccolo della comunità, un bimbo di soli 8 mesi, e il più anziano. "Ci ha detto di avere forza e coraggio - racconta Antonella Foresta - la sua presenza è stata preziosissima; eravamo tutti desiderosi di incontrarlo e per la prima volta dal 6 aprile ho visto i parenti delle vittime tornare a sorridere". I cittadini raccontano che quello che gli ha colpiti di più è stato lo sguardo di Benedetto XVI. "Era pieno di amore e gioia - dice ancora Antonella - nonostante la calca della gente. È stato veramente un messaggio di speranza che si aggiunge alle promesse che ci hanno fatto le istituzioni. Ora speriamo che vi sia un giusto seguito, noi siamo fiduciosi".