«Abu Mazen malato cerca un vice»

da Gerusalemme

A meno di un anno dalla morte del leader storico palestinese Yasser Arafat (deceduto a Parigi l’11 novembre scorso), l’Anp potrebbe ritrovarsi con problemi al vertice della propria struttura: secondo notizie di stampa araba, il presidente Abu Mazen, 75 anni, succeduto ad Arafat, soffrirebbe infatti di un tumore alla prostata. Ciò spiega, fanno notare alcuni commentatori, la sua decisione di nominare al più presto un vice.
Il quotidiano Al-Quds al-Arabi, che si stampa a Londra e gode di canali privilegiati, ha scritto ieri delle ripercussioni che il male sembra avere avuto sul carattere del presidente palestinese, reduce da un’operazione al cuore compiuta ad Amman. «È molto turbato e ciò lo ha reso irascibile e poco concentrato sul lavoro», annota il giornale.
Di un intervento chirurgico alla prostata di Abu Mazen ha parlato anche la radio militare israeliana, secondo cui i medici erano interventi già alcuni mesi fa sull’illustre paziente, senza tuttavia trovare alcunché di preoccupante.
L’emittente avanza l’ipotesi che Abu Mazen soffra piuttosto del cosiddetto «jet leg» a causa del gran numero di voli fatti nelle ultime settimane: egli è stato in alcuni Paesi asiatici, in Africa, nell’America del Nord e in quella Latina. Il quotidiano israeliano Yedioot Ahronot smentisce comunque che l’umore del numero uno palestinese sia peggiorato: «I suoi collaboratori - scrive - trovano che si comporti come sempre».
L’agenda degli impegni del presidente è fitta. Lo attendono numerosi impegni internazionali, in patria e all’estero. Il primo prevede un incontro a Ramallah con lo statunitense James Wolfensohn, inviato speciale del Quartetto (Onu, Russia, Unione Europea, Usa). I quattro stanno tentando, ormai da lungo tempo, di risolvere la lunga crisi israelo-palestinese. Wolfensohn, arrivato ieri a Tel Aviv, resterà nella regione per cinque giorni. Oltre ai colloqui con Mazen e il premier palestinese Abu Ala, ne sono previsti altri con il ministro degli Esteri israeliano Silvan Shalom e quello della Difesa Shaul Mofaz.
Nel corso di questi incontri non è escluso che si esamini il progetto israeliano di costruire una ferrovia fra Gaza e la Cisgiordania per consentire la libera circolazione di persone e merci fra le due parti del futuro Stato della Palestina.