Abu Mazen stufo di Fatah pensa a nuovo partito

Ma il premier non molla: il rapido rimpasto sembra al contrario testimoniare della sua volontà di restare al timone ancora per un po’

Ora ci pensa anche lui. Tra uno screzio con i leader di Hamas al governo e una telefonata di congratulazioni a un Ehud Olmert poco ansioso d’incontrarlo, Mahmoud Abbas (Abu Mazen) pensa al proprio futuro. E sogna anche lui di dar vita come i nemici Sharon e Olmert al proprio Kadima. Un partito tutto nuovo. Un partito in grado di trascinarlo “avanti”, lontano dalle secche di una Fatah divisa tra la necrosi della vecchia classe dirigente e l’attivismo troppo “armato” dei “giovani leoni”. Un attivismo che continua ad attirare le incursioni degli israeliani su Gaza. Ieri altri quattro attivisti dei Comitati di resistenza popolare, che guida il lancio di missili Qassam contro Israele, sono stati fatti a pezzi dai razzi di un elicottero mentre si addestravano in un campo della Striscia.
Le indiscrezioni sull’addio del presidente palestinese a Fatah sono approdate sulle pagine del quotidiano londinese in lingua araba Al Quds che dà per imminente lo “scisma”. A incoraggiare le mosse di Abbas contribuiscono soprattutto le divisioni interne. Dopo la vittoria di Hamas, Fatah non è riuscita né a dar vita a un’opposizione politica, né a riorganizzarsi internamente allontanando gli elementi più corrotti e rompendo i legami con i gruppi armati. Sul terreno Abbas deve fare i conti tra le divisioni che contrappongono le milizie di Gaza nelle mani dell’ex capo della Sicurezza Mahmoud Dahlan e quelle della Cisgiordania suddivise tra Jibril Rajoub e vari capi locali. A livello di consenso Abbas deve invece misurarsi con il prestigio di Marwan Barghouti, l’ex segretario generale di Ramallah condannato a cinque ergastoli dagli israeliani. Il controllo del partito gli viene conteso da Farouq Qaddumi, l’ex capo del dipartimento Esteri dell’Olp che, alla morte di Arafat, ereditò la carica di segretario generale di Fatah. Qaddumi continua a controllare alcune posizioni chiave di Fatah e a impedire ogni rinnovamento. Abbas ha capito dunque di dover costruire da solo il proprio futuro dando vita a una formazione capace di presentarsi alle future elezioni come il volto giovane, rinnovato ed efficiente della Palestina.