Abu Omar: dagli Usa no a estradizione agenti Cia in Italia

Gli Usa non sono disponibili a concedere l'estradizione
degli agenti Cia coinvolti nel processo sul rapimento di Abu Omar. Sono 26 i funzionari della Cia che, secondo la Procura di Milano, sarebbero coinvolti nel
sequestro dell'ex imam di Milano

Washington - Gli Stati Uniti non sono disponibili a concedere l'estradizione degli agenti Cia coinvolti nel processo sul rapimento di Abu Omar. Lo ha sottolineato il consulente legale del Dipartimento di Stato Usa, John Bellinger. "Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di estradizione dall'Italia: ma se ci venisse richiesto, non estraderemmo alcun funzionario statunitense in Italia", ha dichiarato il consulente nel corso di una conferenza stampa.

Sono 26 i funzionari della Cia che, secondo la procura di Milano, sarebbero coinvolti nel sequestro di Osama Mustafa Hassan Nasr, meglio noto come "Abu Omar", rapito nel capoluogo lombardo il 17 febbraio del 2003. L'imam sarebbe poi stato trasportato nella base aerea di Aviano, da lì in quella tedesca di Ramstein e poi consegnato alle autorità egiziane che lo hanno scarcerato - dopo tre anni di detenzione - il mese scorso ritenendo il suo arresto "immotivato". Abu Omar nei giorni scorsi aveva dichiarato alla tv del Qatar Al Jazira di essere in possesso di un passaporto italiano e che le autorità italiane gli avrebbero accordato l'asilo politico.

Mastella non sblocca la richiesta di estradizione La richiesta di estradizione dei 26 agenti Cia inoltrata l'estate scorsa al ministero della Giustizia dalla procura di Milano è ancora all'attenzione del Guardasigilli Clemente Mastella. La pratica resta al momento ferma sul tavolo del Guardasigilli per due motivi: innanzitutto perchè il governo Prodi ha recentemente sollevato un conflitto tra poteri alla Corte Costituzionale per violazione del segreto di stato da parte la procura di Milano che ha chiesto, e ottenuto, il rinvio a giudizio di 32 imputati (tra cui l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari) per il sequestro dell'ex imam Abu Omar; in secondo luogo perchè le fibrillazioni all'interno del centrosinistra, rendono Mastella molto prudente nell'affrontare il caso. Il ministro lascia intendere che è necessario fare un passo alla volta e che la priorità, al momento, è uscire dalla crisi di governo.

Proprio giovedì scorso il Guardasigilli avrebbe dovuto rispondere in commissione Giustizia, al Senato, sulle intenzioni del governo rispetto alla richiesta di estradizione dagli Usa degli agenti Cia. La seduta, però, fu sconvocata proprio a causa dell'apertura della crisi. Coerentemente con la decisione del governo di sollevare un conflitto alla Corte Costituzionale, in molti avevano ipotizzato una risposta negativa del ministro. Con un bis, dunque, di quanto avvenne lo scorso anno con il Guardasigilli Roberto Castelli che rifiutò di inoltrare la prima richiesta di estradizione presentata dalla procura di Milano. Ma - viene fatto notare da più parti - è probabile che prima di assumere qualsiasi decisione Mastella sia più propenso ad attendere il verdetto della Corte Costituzionale. Decisione, quest'ultima, che arriverà non prima dell'estate.