Abu Omar, via al dialogo tra governo e procura per evitare la Consulta

La magistratura di Milano e il governo hanno presentato un'istanza congiunta di rinvio dell'udienza di domani alla Corte costituzionale. Sul caso dell'ex imam le due parti potrebbero avviare un dialogo che porterebbe alla soluzione del conflitto

Roma - Una istanza congiunta di rinvio dell’udienza di domani alla Corte costituzionale sul caso Abu Omar è stata presentata dal governo e dalla magistratura di Milano, parti contrapposte nel conflitto tra poteri dello Stato sollevato dall’esecutivo Prodi sul sequestro dell’ex imam di Milano per presunta violazione del segreto di Stato.

Un'apertura al dialogo La richiesta di rinvio dell’udienza - che si sarebbe dovuta tenere domani pomeriggio a porte chiuse - è arrivata alla Corte Costituzionale venerdì scorso. Nell’istanza si legge che "è prospettata un'apertura al dialogo che potrebbe condurre a una soluzione concordata del conflitto". A firmare la stringata richiesta, a nome del governo, è l’avvocato generale dello Stato, Francesco Ignazio Caramazza, mentre a sottoscriverla, per conto della procura e del gup di Milano sono, rispettivamente, gli avvocati Alessandro Pace e Federico Sorrentino.

Il conflitto tra poteri dello Stato era stato sollevato nel febbraio del 2007 dal governo Prodi per chiedere l’annullamento degli atti e dell’ordinanza di rinvio a giudizio firmati da pm e gup di Milano nei confronti dell’ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, e di altre 34 persone (tra cui 26 agenti Cia). A sua volta la procura di Milano aveva presentato un contro-conflitto per chiedere alla Consulta l’annullamento degli atti su cui il governo avrebbe opposto illegittimamente il segreto di Stato sul sequestro di Abu Omar, trattandosi di "fatti eversivi dell’ordine costituzionale".

Lo slittamento dell'udienza Spetterà ora al presidente della Corte Costituzionale decidere sul rinvio dell’udienza di domani. Anche se lo slittamento appare scontato, si tratterà di vedere se sarà fissata subito la data della prossima udienza (dando così un tempo limite al tentativo di un accordo tra governo e magistratura di Milano) oppure se si tratterà di un rinvio della causa a un non meglio precisato "nuovo ruolo". In attesa della decisione della Corte, è stato sospeso il processo a carico dell’ex capo del Sismi, Pollari, e di altre 34 persone. Tra di loro ci sono anche 26 agenti Cia per i quali la procura di Milano, già nel 2005, ha presentato richiesta di estradizione. La rogatoria internazionale non è stata mai inoltrata dal governo italiano negli Stati Uniti: non lo fece l’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli e neppure l’ex Guardasigilli Clemente Mastella. Lo scorso marzo Mastella aveva fatto sapere che avrebbe atteso la sentenza della Corte Costituzionale prima di decidere.