Abu Omar, il gip: "Governo Prodi sleale"

Prosciolti i pm di
Milano dall’accusa di aver violato il segreto di Stato nelle
indagini sul rapimento dell’imam. Il gip: "Le risposte fornite dal governo Prodi
sono ben lungi dall’apparire chiarificatrici". La replica: "Non è vero"

Milano - "Le risposte fornite dal governo Prodi sono ben lungi dall’apparire chiarificatrici in merito all’opposizione del segreto di Stato sull’oggetto del processo di Milano relativo al sequestro di Abu Omar". Sono queste le parole del gip di Brescia nel motivare il proscioglimento dei pm di Milano dall’accusa di aver violato il segreto di Stato nelle indagini sul rapimento dell’imam di cui sono accusati il direttore del Sismi all’epoca dei fatti Pollari e 26 agenti della Cia.

Ambiguità e incertezza Le parole del gip di Brescia sono state citate questa mattina dal Pm Armando Spataro nell’udienza del processo per il sequestro di Abu Omar. Spataro a sua volta ha parlato di "ambiguità e incertezza del governo Prodi". Spataro ha riferito la motivazione del gip di Brescia per ribadire che il segreto di Stato fu apposto dal governo non sul rapimento dell’imam ma su accordi internazionali generali in materia di lotta al terrorismo. Secondo la procura di Milano il giudice Oscar Magi dovrebbe revocare l’ordinanza di sospensione del processo in attesa della decisione della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione sollevato dal governo e ordinare che il processo vada avanti. Spataro ha citato ancora le parole del Gip di Brescia secondo il quale "la Procura di Milano non solo non ha violato il Codice penale ma nemmeno i principi della piena e leale collaborazione tra istituzioni dello Stato".

La difesa: "Il governo tutela la sicurezza" Per uno dei legali dell’ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, Nicola Madia, "con il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato il governo ha inteso difendere non una singola persona ma gli interessi superiori della sicurezza e la tutela del segreto di Stato". "Il generale Pollari, uomo delle istituzioni, non ha mai voluto proteggere se stesso - spiega Madia - ma la sicurezza nazionale ed il segreto di Stato e per questo sta anche affrontando il rischio di un processo penale". I legali degli imputati con varie argomentazioni si sono opposti a che il processo vada avanti in pendenza del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato che sarà discusso l’8 luglio davanti alla Corte Costituzionale mentre la Procura vuole che il processo si faccia. Il giudice della quarta sezione di Milano, Oscar Magi, deciderà il prossimo 19 marzo.

Palazzo Chigi smentisce La presidenza del consiglio dei ministri respinge "con fermezza" le valutazioni critiche riguardanti un presunto comportamento "sleale" da parte del governo sul caso Abu Omar. Palazzo Chigi, in una nota ufficiale, definisce infondati e "arbitrari" gli addebiti mossi dalla magistratura. "Il conflitto di attribuzioni fu deliberato sulla base di un parere motivato dell’avvocatura dello Stato che esaminò dati oggettivi e circostanziati che richiedevano responsabilmente una pronuncia della Corte Costituzionale sui rispettivi ambiti istituzionali del potere esecutivo e del potere giudiziario". E "a ulteriore conferma della scelta di fornire la più ampia collaborazione al regolare svolgimento delle indagini e degli atti giudiziari, negli atti difensivi presentati dall’Avvocatura dello Stato innanzi la Corte Costituzionale, viene ribadita espressamente la volontà di non interferire in alcun modo con il corso del processo penale". "È opportuno ricordare anche che il segreto di Stato apposto dal precedente governo nel 2004 e confermato dall’attuale esecutivo su espressa richiesta del precedente all’atto del passaggio delle consegne - si sottolinea - esclude quanto relativo al rapimento di Abu Omar, peraltro sempre accertabile dai magistrati con ogni consentita acquisizione probatoria pur nel rispetto del segreto di Stato".