Abu Omar: il giudice chiede chiarimenti sul segreto di stato

Il giudice Magi interpella il presidente del consiglio sulla presenza del segreto di Stato per gli ordini all'ex direttore del Sismi Pollari: "Da lui dichiarazioni singolari". La difesa chiede di sospendere il processo per il rapimento dell'imam. La corte: si va avanti

Milano - Il processo continua. "Ho già risposto nell'ordinanza appena letta, il processo va avanti sentendo gli altri testimoni". Con queste parole, senza neanche ritirasi in camera di consiglio, il giudice Oscar Magi ha rigettato la richiesta della difesa Pollari di sospendere il processo fino a quando non arriverà la risposta del capo del governo Silvio Berlusconi in merito all'esistenza del segreto di Stato sulle direttive impartite dal direttore del Sismi in materia di operazioni illecite nella lotta al terrorismo.

Convocato il premier Il giudice ha disposto interpello al presidente del consiglio perché stabilisca se siano coperte da segreti di Stato "ordini e direttive" impartite dall'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari ai suoi uomini per impedire l'uso "di mezzi e modalità" illecite nella lotta al terrorismo e in relazione alle extraordinarie renditions. Il giudice ha giudicato la sua riserva dopo che un testimone, ex appartenente al Sismi, aveva apposto il segreto di Stato a una domanda in tal senso dei difensori dello stesso Pollari. La richiesta al presidente del consiglio è stata giudicata non superflua da Magi anche se ci si trova in pendenza di un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sulla materia del segreto di Stato nell'ambito dell'inchiesta.

Dichiarazioni singolari "La lettera del presidente del consiglio in carica prodotta dalla difesa Mancini contiene affermazioni piuttosto singolari e di assai difficile interpretazione in merito alla collegabilità dei rapporti tra servizi italiani e stranieri e il fatto storico oggetto di questo processo". È il passaggio cruciale dell'ordinanza con Magi ha deciso di chiedere ulteriori chiarimenti a Berlusconi. La lettera-documento del 6 ottobre a firma del premier e notificata agli imputati poi prodotta in aula non può soddisfare, secondo il giudice. Magi scrive di "evidenti ambiguità delle posizioni prese dall’autorità politica". Spiega il giudice: "Delle due l'una, o l'inesistenza del segreto sul fatto del sequestro deve consentire l'accertamento del fatto in tutte le sue componenti per tutti i suoi presunti partecipanti, ovvero tale dichiarazione di inesistenza risulta un mero espediente retorico per impedire un reale approfondimento dei fatti di causa, fatti la cui gravità non può sfuggire a nessuna delle parti".

Testimonianza sospesa La testimonianza dell'ex capo di gabinetto del Sismi, Giuseppe Scandone, è stata quindi sospesa fino a quando non giungerà la risposta del premier sull'effettiva portata del segreto di Stato. Il giudice Magi ha rilevato come sulla vicenda siano venute, negli anni, risposte "ambigue" da parte delle varie autorità politiche. Il processo è quindi ricominciato con la testimonianza di altri appartenenti o ex del servizio segreto. La loro deposizione avviene a porte chiuse, come disposto nelle scorse udienze dela giudice.