Abu Sayyaf: "Pronti a uccidere gli ostaggi"

I terroristi di Abu Sayyaf minacciano di decapitare i tre volontari della Croce Rossa (tra loro l'italiano Emilio Vagni) se l'esercito non si ritirerà dall'isola di Joloentro domani mattina. I sequestrati sono nelle mani dei qaedisti dal 15 gennaio

Manila - Ventiquattro ore di tempo. Ultimatum di Abu Sayyaf per i tre volontari della Croce Rossa internazionale rapiti, tra cui l’italiano Eugenio Vagni: se entro le 14 di domani (le 8 in Italia) l’esercito non si sarà ritirato dall’isola di Jolo, gli ostaggi saranno decapitati. Il ministro dell’Interno di Manila, Ronaldo Puno, ha riferito che il gruppo separatista islamico vicino ad Al Qaeda insiste per il ritiro di tutti i militari da 15 città dell’isola. Ma il governo considera inaccettabili le condizioni poste per l’ultimatum e ha fatto sapere che reagirà con la forza se a qualcuno degli ostaggi sarà fatto del male.

Concessioni Il governo aveva già accettato di ritirarsi dalla parte meridionale di Jolo per allentare la pressione sui terroristi e per consentire l’apertura di un corridoio umanitario da cui gli estremisti islamici potessero liberare uno dei tre volontari. Ma questa mossa non è bastata ai terroristi. Nel 2001 Abu Sayyaf decapitò un ostaggio americano, Guillermo Sobero. Insieme al 62enne Vagni, dal 15 gennaio sono nelle mani dei terroristi islamici lo svizzero Andreas Notter, 39 anni, e la filippina Jean Lacaba, di 37.