Abusava della sorellina, condannato a tre anni

Accompagnava la sorellina in bagno su sollecitazione della madre e lì la toccava nelle parti intime. La vicenda, avvenuta nel 2001 in un quartiere alla periferia meridionale di Roma, ha avuto ieri il suo epilogo giudiziario con la condanna in primo grado, a tre anni di reclusione, del responsabile di quegli abusi, il 25enne Joris Garau, tuttora non reperibile. Il pm Roberto Staffa aveva richiesto in sede di requisitoria 5 anni e sei mesi ma il collegio della nona sezione penale, presieduto da Roberto Mendoza, non ha usato la mano pesante, dando credito probabilmente alle argomentazioni proposte dall’avvocato del giovane, Gabriele Liberati, il quale ha parlato di «fatti avvenuti in una situazione familiare disastrosa sia dal punto di vista culturale che materiale» e «di un giovane descritto come psicolabile e che in vita sua ha sofferto sempre la mancanza di una famiglia». Una vicenda che non può essere raccontata e compresa senza una descrizione dell’ambiente degradato in cui è maturata; da una parte un giovane con problemi psichici, affidato dalla madre a un orfanotrofio poco dopo la nascita e che ha trascorso infanzia e adolescenza a girovagare per comunità; dall’altra una madre che, dopo aver partorito Joris in seguito a una relazione con un sardo conosciuto a Roma, ha continuato ad aver bambini con altri uomini: in tutto 11 figli tra cui la piccola che oggi vive come i suoi fratelli in comunità ed è assistita dai servizi sociali. Jonis nel gennaio del 2001, a 18 anni, fu invitato dalla madre a trascorrere sei mesi con lei, il convivente e gli altri figli, tra cui la bambina di nove anni e mezzo. E in questo periodo avvennero le molestie, svelate dalla piccola a un assistente sociale. Un esposto fu inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori e partirono le indagini. La bambina raccontò tutto ai periti nominati dal Gip e le sue parole furono giudicate attendibili. Ieri la condanna di Joris che però difficilmente finirà in carcere: secondo il suo legale, fino a pochi mesi fa era in una comunità della Germania ma da qualche tempo se ne sono perse le tracce.