Abusi in centro: arrivano le sanzioni

Valeria Arnaldi

Dopo sei mesi dall’entrata in vigore, la delibera capitolina contro l’occupazione illecita di suolo pubblico in centro comincia a dare frutti. Sono sedici i commercianti fuorilegge finora individuati che rischiano di perdere la concessione. La delibera - in vigore da maggio ma operativa solo da quindici giorni - prevede, infatti, oltre alle sanzioni pecuniarie, la decadenza del titolo sia per ampliamento non autorizzato dello spazio, che per modifiche d’arredo urbano. No, quindi, a chi aumenta il numero dei tavolini all’aperto, ma anche a chi monta tende di copertura o, nei mesi invernali, gazebo in plastica, puntando sul riscaldamento di stufe da esterni, per fare concorrenza ai locali vicini. Fenomeni largamente diffusi in centro, dove sono concentrati i due terzi delle occupazioni di suolo pubblico dell’intera città. Dei sedici illeciti riscontrati dai vigili urbani nel periodo estivo, otto sono già stati notificati e solo un gestore in piazza della Cancelleria si è rifiutato di mettersi in regola eliminando l’abuso. Altri 42 casi segnalati a novembre sono all’esame di un tavolo tecnico costituito da rappresentanti dell’Ufficio Commercio del I municipio, vigili urbani e funzionari del Gabinetto del Sindaco. I commercianti hanno dieci giorni dalla notifica per fornire eventuale documentazione al municipio o rimuovere l’illecito, ed altri dieci prima della revoca del titolo fino alla scadenza prevista dalla concessione stessa. La revoca non costituisce un «precedente», ma solo una sospensione - quinquennale o triennale a seconda dell’autorizzazione - prima di poter chiedere un’altra autorizzazione. Al provvedimento, vanno aggiunte una sanzione di 170 euro, come stabilito dal codice stradale e un’altra di 300 euro giornalieri al metro quadrato per il canone d’occupazione. Non solo repressione. Negli ultimi mesi, su 263 richieste, sono state solo 78 le concessioni rilasciate dal municipio. Contro le modalità di attuazione della delibera, però, cominciano a protestare i commercianti. «Siamo d’accordo sulla necessità di punire chi viola le regole - dice Liborio Pepi, presidente Fiepet-Confesercenti - ma le sanzioni sono eccessive. Inoltre, non puniscono gli abusivi». Contro chi, infatti, occupi il suolo pubblico senza autorizzazione, municipio e Comune non possono fare altro che comminare sanzioni che, come riconosciuto dallo stesso mini-sindaco Giuseppe Lobefaro, sono spesso minime rispetto ai guadagni derivanti dall’illecito. «Per punire gli abusivi - spiega Fabio Zuccarelli, vicepresidente del I municipio - occorrono una società che affianchi i vigili nei sequestri e depositi nei quali custodire il materiale rimosso. Questioni apparentemente di scarso rilievo, che comportano procedure complicate e costose». Intanto, pare «ammorbidirsi» la politica comunale per le occupazioni in piazza Navona. I pittori, proprio in questi giorni, hanno presentato due proposte per una nuova collocazione dei cavalletti, che sembrano soddisfare entrambe il Campidoglio: venti postazioni - ridimensionate - su due sole file al centro della piazza, le altre a Ponte Sant’Angelo, oppure tutte in piazza, ma solo ai suoi angoli. A rimanere, però, saranno solo i pittori riconosciuti tali in seguito a «una prova d’artista» - il cui bando dovrebbe essere pubblicato a gennaio - che tenga conto di titoli, anzianità e talento. Nessun concorso, invece, per gli artisti di strada, ai quali dovrebbe essere consentito di esibirsi nella zona in determinate fasce orarie. In attesa di un accordo definitivo, da oggi i pittori cominceranno a riappropriarsi della piazza, «occupandola». Sono tornati ieri mattina i venditori ambulanti. Le postazioni che il Comune aveva loro assegnato a novembre - via Canova, piazza delle Cinque Lune e via di Monte Oppio - non sono, infatti, utilizzabili. La prima deve essere lasciata libera per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso del vicino ospedale San Giacomo, la seconda per motivi di traffico e l’ultima - secondo una recente decisione della Sovrintendenza Archeologica - per motivi di decoro urbano. I venditori non hanno perso tempo e hanno riposizionato le bancarelle agli angoli di piazza Navona. Con loro sono tornati anche i venditori abusivi, che erano stata la causa prima del provvedimento di sgombero. Per il Comune sembra valere il vecchio adagio gattopardesco: è necessario che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è.