Abusi e poltrone, Unione a pezzi

E dopo gli abusi edilizi sono gli abusi nella spartizione delle poltrone a spaccare il centrosinistra. Sotto il fuoco amico gli alleati si sparano bordate sempre più pesanti, e dire che nella palude del governo della Liguria sono entrati solo da due mesi. Ieri Rosario Monteleone e Giovanni Paladini della Margherita si sono astenuti sul condono e subito dopo sul consigliere di amministrazione per la Filse proposto da Claudio Gustavino il loro capogruppo: «Vito Vattuone non ci piace, la Margherita avrebbe dovuto esprimere un curriculum più prestigioso». Ira di Gustavino, che parla di mancanza di stile, replica piccata di Paladini: «Potevamo dirlo prima di arrivare in aula, certo, peccato che in questo partito non si riesca mai a parlare». Ma la più infuriata, ormai è un classico, è Cristina Morelli la capogruppo dei Verdi. La quale, con il collega Carlo Vasconi, ieri ha, nell’ordine: contestato la giunta di centrosinistra sulla caccia, votato contro il condono edilizio e lasciato bianca la scheda sulle nomine Filse, che escludono Verdi e Comunisti italiani.
Non servono molte parole, bastano quelle di Morelli: «Forse invece che concentrarsi su spartizioni fatte a tavolino dai soliti noti, farebbero meglio a rispettare gli accordi che hanno reso possibile questa alleanza». Segue l’accusa di «arroganza e prepotenza» e l’annuncio: «Noi non ci stiamo». Sono infuriati anche i Comunisti italiani, che ieri hanno votato contro alcuni nomi ma che per il momento covano in silenzio.