Abusi raccontati con le bambole In manette il bidello dell’asilo

da Palermo

I primi a insospettirsi sono stati i genitori, preoccupati dai loro comportamenti anomali. A papà e mamme, infatti, le bimbe hanno cercato di raccontare quegli strani giochi che facevano con un cinquantenne, un bidello dell’asilo nido da loro frequentato. La denuncia, le verifiche, le testimonianze delle piccole vittime, che non riuscendo a spiegarsi a parole hanno mimato con le bambole quello che era stato fatto loro da quell’uomo. Un «orco» che ieri è stato arrestato con l’accusa, pesantissima, di violenza aggravata su ben 14 bimbe, tutte di età compresa tra i tre e i quattro anni.
Arriva da Piana degli Albanesi, piccolo comune in provincia di Palermo, questa storia agghiacciante, tanto più sconvolgente considerato che Piana è una comunità abbastanza ristretta, unita dalle tradizioni albanesi che si perpetuano anche nella lingua arbereshe utilizzata dai suoi abitanti. L’arrestato non è di Piana, anche se lavorava lì da tempo. L’uomo, L. C., 50 anni, è stato arrestato dai carabinieri, in una masseria di Corleone. Sposato, era, almeno apparentemente, una persona tranquilla. Nessuno, a scuola o in paese, aveva mai avuto sospetti su di lui.
Ad alzare il velo su questa terribile vicenda di pedofilia, le denunce di alcuni genitori, presentate in tempi distinti ma tutte legate da un comune denominatore: l’età delle piccole vittime e l’asilo nido frequentato dalle bambine. Non tutti i papà e le mamme hanno avuto il coraggio di mettere nero su bianco i loro sospetti. Solo sette famiglie sono andate fino in fondo. Altri sette genitori, per paura o vergogna, hanno scelto, nonostante tutto, la via del silenzio. Le violenze, secondo gli accertamenti compiuti dalla Procura di Termini Imerese, titolare dell’inchiesta, sarebbero cominciate nell’ottobre scorso. I carabinieri hanno avuto anche il supporto di assistenti sociali e di un pool di marescialli donna, recentemente istituito dal Comando provinciale dei carabinieri di Palermo, specializzato in reati sui minori. Proprio dai racconti delle bimbe sono arrivati i particolari più agghiaccianti. «Le dichiarazioni delle piccole vittime - hanno spiegato i militari - sono state precise e concordanti, e hanno permesso di individuare chiaramente la persona che commetteva gli abusi, ripetuti nel tempo e perpetrati ai danni anche di altre bambine, i cui genitori non hanno voluto denunciare le violenze per un senso di vergogna, che ha permesso al pedofilo di continuare le sue violenze».
Le bambine, incapaci di descrivere a parole ciò che era accaduto, hanno utilizzato le bambole per spiegarsi. «Descrizioni sconvolgenti - dicono i carabinieri - le piccole mimavano con delle bambole ciò che non riuscivano a descrivere con le parole».
Piana degli Albanesi è sotto choc. «È un colpo sconvolgente per la nostra comunità - dice il sindaco della cittadina, Gaetano Caramanno - siamo vicini alle nostre bambine e alle famiglie. La vicenda è agghiacciante e ci spinge a una profonda riflessione sulle condizioni delle misure di sicurezza a protezione di bambini indifesi davanti alla perversione più macabra di adulti malati di mente, abilitati a svolgere servizi così delicati».
Incredulo il direttore della scuola, Pasquale Ferrantelli: «Non ci eravamo accorti di niente, quel bidello si comportava normalmente. Ha avuto contratti di sei mesi che gli sono stati rinnovati di volta in volta. Era uno come tanti».