Abusi su un bimbo ogni sei «Stop all’Orgoglio pedofilo»

Si celebra sul web il 23 giugno una giornata «per il diritto al sesso con i minori». È rivolta Il Viminale alla fine interviene

da Milano

«È l’epidemia del Terzo millennio». Lo slogan lanciato nel convegno internazionale sulla pedofilia tenuto all’Università Iulm di Milano arriva proprio nel giorno in cui scoppia la rivolta contro il «partito» che rivendica un incredibile «diritto al sesso con i minori».
Gli esperti riuniti a Milano hanno fotografato un fenomeno in crescita con dati inquietanti: almeno un ragazzo su sei è stato vittima di abusi. Ogni anno, in Italia, 41mila nuovi casi di violenza. E il dato ancora più allarmante è che il 90% si consuma in famiglia. Ecco perché la maggioranza degli abusi non viene segnalata. Si calcola, hanno spiegato i relatori del convegno, che, per ogni episodio accertato, cento non vengano denunciati. Per i criminologi, l’abuso sull’infanzia è il «delitto perfetto». «Perché è il reato in cui è più difficile accertare la verità, sia per la giovane età delle vittime, sia per la tipologia del reato», spiega il medico legale Maurizio Bruni.
La vera sorpresa è che la condanna del fenomeno non è universale come si potrebbe pensare. La «cultura» della pedofilia sta uscendo allo scoperto, attraverso i blog e non solo, chiedendo legittimazione. Sembra incredibile ma è così: in Olanda è nato Nvd «Carità, libertà e diversità», primo partito che rivendica apertamente il diritto al «porno infantile e sesso dai 12 anni in su». E per il prossimo 23 giugno è prevista una giornata mondiale dell'Orgoglio pedofilo. L’assurda ricorrenza è arrivata indisturbata all’ottava edizione e solo ora c’è chi si muove per impedire il «Boy love day». L'Associazione per la mobilitazione sociale, che ogni anno organizzata una fiaccolata silenziosa a Palermo per le vittime di abusi, ha lanciato un appello contro l’iniziativa. Ha aderito l'Istituto per la famiglia: «Chiediamo al governo che i reati pedofili siano considerati crimini contro l'umanità».
Il Movimento italiano genitori invita la Ue a «fermare questa vera e propria apologia di reato». E l’oscuramento dei siti pedofili è al centro dell’appello «Fermiamo gli orchi», lanciato dal gruppo E-Polis. Tra le decine di migliaia di firme i ministri Pollastrini e Bindi, Ignazio La Russa, i sindaci Veltroni, Cofferati e Iervolino, i governatori Galan e Marrazzo. Una mobilitazione che ieri ha avuto effetto: il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha ordinato accertamenti sui siti web del «Boy love day» per bloccarli applicando la legge anti pedopornografia. Avviati i contatti con la Germania, perché i siti in questione passano per server tedeschi.