Abusiva la terrazza della morte. I sindaci: normale

La tragedia di Amalfi: dopo il decesso di uno dei nove feriti si teme
ancora per la vita di due giovani. Oggi il sopralluogo del magistrato
nella villa. I carabinieri: il solarium era illegale. Il Comune: "Strutture del genere vengono smontate la mattina e ricostruite la sera"

Amalfi - La terrazza maledetta della costiera amalfitana ha fatto un morto. Antonio Rocco, 54 anni, ha resistito undici ore alle troppe ferite provocate dal volo di dieci metri, sugli scogli di Conca dei Marini.

Poco prima che spirasse, la moglie e le due figlie erano state dimesse dall’ospedale dove erano state portate dopo la tragedia. Le tre donne hanno pregato e sperato che si compisse il miracolo anche per Antonio, ma non è stato così. Oggi verrà eseguita l'autopsia sul corpo di Rocco, domani verranno celebrate le esequie, a Fuorigrotta, il quartiere napoletano dove viveva.

Ma è forte il timore che il bilancio possa ulteriormente aggravarsi: dei cinque feriti ancora ricoverati in ospedale, due sono molto gravi, in «imminente pericolo di vita», dicono i medici. Sono i due fidanzatini Eugenia Bellini, 21 anni e Lorenzo Paolo Di Chiara, 24, entrambi romani: insieme nella vita, adesso anche nella tragedia, l’uno accanto all’altra, in due lettini del reparto di Rianimazione dell’ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno. I due ragazzi sono stati operati sabato notte per le lesioni emorragiche, addominali e vescicali.

I feriti e i loro familiari hanno ricevuto ieri la visita del sindaco di Conca dei Marini, Giuseppe Criscuolo. «È gente straziata dal dolore e dalla sofferenza fisica. Preghiamo tutti per Eugenia e Lorenzo, speriamo in un miracolo».

A Conca dei Marini ogni attività di festa è stata sospesa per rispetto alla vittima, Antonio Rocco, mentre per domani il sindaco ha proclamato quindici minuti di lutto cittadino. Un lutto, evidentemente, nel quale non si sono sentiti coinvolti tutti quei turisti che ieri, a pochi metri dal luogo della tragedia, hanno fatto il bagno, si sono tuffati dagli scogli e hanno fatto baldoria, come se niente fosse accaduto.

Ieri è arrivata la conferma dai carabinieri che la terrazza crollata sugli scogli era abusiva. Al momento non ci sono indagati, ma già oggi o domani i primi nomi potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati della Procura di Salerno. Oggi è previsto il sopralluogo da parte del pm Angelo Frattini e dovrebbe arrivare anche il proprietario della casa, Luigi Coppola. L’interrogatorio della moglie, che ieri si trovava nella villa, è stato rimandato: la donna è ancora sotto choc. Al momento del crollo ha urlato e poi si è sentita male. In caserma sono stati interrogati alcuni testimoni, tra cui l’ex sindaco di Sarno Giuseppe Canfora, tra i primi a soccorrere i feriti.

Sulla questione degli abusi edilizi in costiera dice la sua il sindaco di Conca dei Marini, Luigi Criscuolo. «I feriti e le famiglie ci hanno ringraziato per la solidarietà che stanno ricevendo in queste ore, non hanno alcun rancore verso di noi per quello che è accaduto. Però vi chiedo un favore: non chiamatela terrazza, si trattava di quattro assi messe assieme, uno spazio dove potevano starci poche persone». E aggiunge: «Io parlo per il paese che amministro: qui i controlli si fanno eccome, e il risultato si vede, l’abusivismo qui non c’è, mentre altrove, in costiera, non è così. Certo quattro tavole di legno si potevano vedere solo dal mare e noi non abbiamo mezzi per farlo». La colpa dell’abusivismo - dice - «è di tutti». E terrazze come quella crollata «vengono smontate la mattina e ricostruite la sera».

Sono centinaia i sequestri che ogni anno vengono eseguiti in costiera dai militari e dalla guardia costiera. Ma non basta. Il sindaco di Amalfi, Antonio De Luca, fa il mea culpa, ma solo a metà. I controlli - dice - sono necessari, ma in alcuni casi i vincoli «dovrebbero essere più elastici e consentire ai cittadini di eseguire lavori non in fretta, non di nascosto, non in maniera artigianale, dalla sera alla mattina». La conclusione è identica a quella del collega di Conca dei Marini: «L’abusivismo è colpa di tutti».