Abusivi, blitz in via Gulli: sigilli a 15 appartamenti

Spazzatura e topi ovunque. Tredici gli arresti. I residenti: "Spaccio e prostitute, qui non si vive più". Quello di ieri è il terzo intervento dei carabinieri in pochi mesi

di Annamaria Alese

Si dice che non c’è due senza tre. Così è stato anche in via Gulli, a due passi da piazza Bande Nere, dove i carabinieri sono intervenuti per la terza volta nel giro di pochi mesi. Al centro del mirino i civici 1 e 3, due palazzi di otto piani occupati abusivamente da extracomunitari, prevalentemente maghrebini, e a dir poco degradati: le vetrate del portone sono completamente distrutte, le scale e l’ascensore si sono trasformate in una discarica, per non parlare dei topi che infestano le cantine e della spazzatura regolarmente buttata fuori dalle finestre, anche quando si tratta di vernice o frigoriferi.
L’ultima operazione, che ieri mattina ha impegnato la compagnia Magenta non solo in via Gulli, ma in tutta la zona Bande Nere, si è concentrata sul civico 3, un edificio da 33 alloggi, di cui 15 sono stati sigillati. Tredici gli arresti: alcuni per spaccio - tra i quali due italiani -, altri in ottemperanza di ordini di cattura per sfruttamento della prostituzione, oltre a diversi clandestini che avevano già ricevuto il foglio di via.
Caso ha voluto che l’intervento si sia svolto in concomitanza con una conferenza stampa pubblica organizzata dal deputato leghista e capogruppo del Carroccio in consiglio comunale Matteo Salvini proprio per denunciare l’insostenibilità della situazione, raccogliendo il plauso di decine di residenti esasperati. «Tra spaccio di droga e prostituzione in pieno giorno qui non si vive più - ha affermato per esempio Silvana Milazzo -. L’altro giorno mentre aspettavo l’arrivo di una pattuglia sono stata avvicinata da due energumeni che mi hanno minacciata e mi hanno sputato addosso».
Al sostegno dei cittadini per l’iniziativa di Salvini e l’operazione dei carabinieri - che ha seguito quelle dell’8 agosto e del 21 ottobre scorso - si unisce però l’unanime richiesta di un intervento che sia davvero risolutivo. Una richiesta che non viene solo dai residenti, ma cui si unisce anche il vicesindaco De Corato: «Ringrazio per il nuovo intervento, ma a questo punto ho chiesto al Prefetto e al Questore azioni definitive e risolutive - ha dichiarato -. Lì infatti c’è una situazione di pericolo per la sicurezza oltre che di grave minaccia per l’igiene. Ho allora invitato tutte le autorità competenti - ha proseguito -, a intervenire urgentemente e a diffidare la proprietà di mettere in sicurezza lo stabile». Un punto cruciale quello della proprietà, visto che l’edificio appartiene ad una società privata, la Silma. A questo proposito Salvini si è rivolto così agli abitanti del quartiere: «Abbiamo chiesto al Questore sgomberi immediati e la proprietà si è impegnata a sigillare immediatamente il palazzo e avviare lavori di ristrutturazione. L’obiettivo - ha aggiunto - è raggiungere un accordo tra forza pubblica e Silma nel giro di pochi giorni». Certamente un passo avanti, ma la situazione resta complessa, visto che Khaled, uno degli abitanti abusivi, ha dichiarato di aver versato 5mila euro a un fantomatico proprietario in cambio di uno degli alloggi. Un’altra questione su cui far luce, dunque.