Abusivi, un business da capogiro

Il commercio abusivo è sotto bersaglio. Questo fine settimana gli agenti del I gruppo hanno passato al setaccio il centro storico sequestrando oltre 17mila articoli contraffatti. Soprattutto borse, occhiali, orologi e capi di abbigliamento riportanti i marchi delle griffe più famose (Armani, Gucci, Versace, Luois Vuitton, Prada, Valentino). Confiscato anche un ingente quantitativo di giocattoli privi del contrassegno di conformità europeo. Nel corso dell’operazione sono finiti in manette due bengalesi (rei di non avere rispettato i provvedimenti di espulsione che gli erano stati notificati). Denunciati a piede libero altri sedici extracomunitari. Non sono mancati infine momenti di tensione conditi dalle reazioni violente e dai tentativi di fuga di alcuni venditori.
Soddisfatto il presidente della commissione Trasparenza del I municipio Fabrizio Sequi (Fi) che ha tenuto però a rimarcare: «Senza un decisivo potenziamento dei vigili di quartiere e delle unità organizzative locali con dotazioni di autodifesa efficienti il problema tornerà a manifestarsi nuovamente. È inutile nascondersi dietro un dito, sul territorio romano la difesa dell’ordine pubblico sta diventando una drammatica emergenza. Di questa realtà bisogna acquisire una consapevolezza profonda per dare una decisa sterzata alle politiche sulla sicurezza».
Ma cosa si nasconde dietro al fenomeno del commercio abusivo? Secondo un comunicato diramato ieri dalla polizia municipale vi sarebbero «delle organizzazioni malavitose che reclutano e sfruttano soggetti extracomunitari introdottisi illecitamente sul territorio». D’accordo Luigi Camilloni, il presidente dell’Osservatorio sociale: «Nel Paese sono attive vere e proprie organizzazioni criminali dedite alla gestione del commercio abusivo. E i danni causati alla collettività nazionale da questo business illecito non sono assolutamente da trascurare in quanto dirotta denaro nell’economia sommersa, sottrae al prelievo fiscale e crea gravi problemi di ordine pubblico». Stando ad alcune stime gli operatori commerciali abusivi sarebbero oltre 400mila, con un giro d’affari annuo che si aggirerebbe intorno ai 20 miliardi di euro. «Cifre da capogiro - ha concluso Camilloni - a fronte delle quali risulta evidente quanto sia indispensabile mantenere alto il profilo della lotta contro questo fenomeno che è in costante aumento e che andrebbe perseguitato senza mezze misure. È giunto il momento di correre ai ripari». E il presidente del I municipio Giuseppe Lobefaro ha rincarato la dose: «Il commercio abusivo rappresenta una piaga che va combattuta con strumenti moderni. È necessario prima di tutto smantellare i magazzini dove avviene il rifornimento di merce abusiva. In questa opera di contrasto è indispensabile però dare manforte ai vigili urbani. Vanno messe in campo tutte le forze a disposizione». Detto altrimenti bisogna colpire il fenomeno alla fonte. I venditori abusivi non sono altro che l’ultimo anello della catena.