Gli abusivi? Li fanno parlare in Consiglio

QUANDO REGNA L’ILLEGALITÀ Il caso di via Valvassori Peroni. Invece di
sgomberarli, la sinistra invita in commissione gli autonomi che occupano
il palazzo comunale

Lo scandalo di via Valvassori Peroni non finisce mai. Non bastava l’occupazione della palazzina comunale da parte dei collettivi dell’area dei centri sociali. Non bastava che gli occupanti iniziali fossero sgomberati da un manipolo di antagonisti e anarchici. Ora il nuovo caso investe il Consiglio di zona 3 (presieduto da un esponente della Federazione della Sinistra) che ha discusso il caso, invitando a parlare, in una sorta di audizione, i responsabili delle due occupazioni.
La vicenda è quella dello «Spazio occupato blackaut». Così è stata ribattezzata l’ex sede dell’ufficio Parchi e Giardini, in via Valvassori Peroni, la strada che corre dietro alla stazione di Lambrate. L’edificio, con annesso magazzino, è stato occupato a maggio, come ha raccontato il «Giornale».
All’interno del recinto, ora chiuso con pesanti catene e lucchetti, si è compiuta una devastazione. L’area verde è stata ridotta a discarica di lattine e rifiuti. L’edificio pesantemente danneggiato. Nelle ultime settimane la situazione è ulteriormente peggiorata: un drappello di anarchici ha di fatto sfrattato i collettivi, insediandosi giorno e notte nell’area.
La ri-occupazione ha scatenato una guerra interna all’area antagonista, con tanto di comunicati e litigi al limite dello scontro fisico. Intanto. dopo le lamentele dei residenti della zona, vittime dei continui rave e festini, un consigliere di zona del Pdl, Gianluca Boari, si è messo in moto con una mozione per lo sgombero, ieri all’ordine del giorno. E intanto nel quartiere è partita una raccolta di firme con lo stesso obiettivo. L’urgenza della mozione, un po’ a sorpresa, era stata approvata con ampia maggioranza, con il solo il voto contrario della consigliera dei Radicali, Martina Loi, e tre astensioni. L’iniziativa del Pdl aveva spaccato la sinistra, fra un Pd che voleva lo sgombero - ma non aveva il coraggio di chiederlo al Comune - una sinistra radicale «pappa e ciccia» con gli occupanti, e infine Sinistra, Ecologia e Libertà - il partito del sindaco, Giuliano Pisapia - che sembrava non sapere che pesci pigliare. Ma, al di là delle dinamiche politiche e degli ultimi sviluppi, la cosa più incredibile è andata in scena nella commissione Ambiente e Demanio, convocata (dal presidente Dario Monzio Compagnoni, Pd) per cercare una via d’uscita interna alla maggioranza.
In commissione, pochi giorni con grande compiacimento della sinistra, sono stati invitatati a parlare due giovani. La prima, studentessa, ha parlato in qualità di appartenente ai collettivi responsabili della prima occupazione. Altri due, anarchici, hanno preso la parola come esponenti del gruppo attualmente insediato nella palazzina, e hanno rivendicato il diritto di occupare in condizioni di «bisogno». È lo stesso Boari a raccontarlo, commentando: «I cittadini hanno diritto di essere ascoltati in Consiglio, ma io avrei evitato di sentire le persone che stanno commettendo o hanno commesso un illecito». «Si tratta - ha aggiunto - della ennesima giustificazione politica dell’illegalità. Una scelta che considero inaccettabile, ma che fa il paio con il tentativo della sinistra di legalizzare il Leoncavallo o altre realtà simili e che p coerente con le dichiarazioni dell’assessore al Demanio, Lucia Castellano, per cui certe occupazioni abusive non sono reato. Sono pessimi segnali». «Noi - ha concluso - continueremo a dare battaglia per lo sgombero e per i rispetto delle regole».