Abusivi, primo «blitz» dei vigili urbani

Dopo i proclami è arrivato il primo giorno «sul campo» per il nuovo nucleo «antiabusivi» dei vigili urbani. Cinquanta le persone fermate e portate al comando per essere schedate, quasi tutti stranieri di cui la maggioranza di etnia rom. Sedici i venditori ambulanti, dodici per sfruttamento dei minori costretti all’accattonaggio, tredici i parcheggiatori abusivi e solo nove i lavavetri. Tra di essi anche otto minori. L’operazione si è concentrata soprattutto nel centro storico e ha visto impegnati 80 vigili e 30 autoradio. Le «ronde» contro gli abusivi proseguiranno almeno fino a dicembre, secondo le intenzioni del Campidoglio.
Meglio tardi che mai verrebbe da dire. A scuotere dal torpore il buonismo del sindaco Veltroni, infatti, ci sono volute l’aggressione a Tornatore, il video scioccante girato dal coordinatore di Forza Italia Francesco Giro a Trastevere e, da ultimo, l’ordinanza «anti-lavavetri» del sindaco di Firenze Leonardo Domenici. «Abbiamo deciso, senza necessità di altri strumenti normativi, di fare un lavoro a salvaguardia della legalità e di garanzia del decoro della città che ovviamente va fatto - il trionfalismo fuori luogo, viste le criticità della capitale, del sindaco Veltroni -. Ci costerà un po’ di soldi perché ci sono progetti ulteriori».
Resta profonda, comunque, la spaccatura nella maggioranza. Nel giorno in cui la giunta ha deciso di adottare la «tolleranza zero» nei confronti degli abusivi, sono scesi in strada, letteralmente, gli esponenti della sinistra più radicale a contestare il sindaco. Il sottosegretario all’Economia Paolo Cento e il presidente della commissione regionale Lavoro Giuseppe Mariani, dei Verdi, hanno distribuito piantine e lavato i vetri agli automobilisti fermi al semaforo di piazza Porta San Giovanni. Con loro anche alcuni immigrati della cooperativa Cantieri sociali. «Rudolph Giuliani non è il nostro modello di sindaco - le parole di Cento -. Stiamo portando avanti un modello di sicurezza che discrimina gli ultimi. La nostra iniziativa vuole dire al centrosinistra che le politiche per la sicurezza si attuano non con la demagogia ma con l’accoglienza, i servizi e il mettere in rapporto le iniziative delle cooperative sociali». Stessa lunghezza d’onda per l’assessore regionale al Bilancio di Rifondazione comunista Luigi Nieri: «Bisognerebbe colpire chi organizza il racket, non criminalizzare l’intera categoria».
Sulla crisi della maggioranza punta Donato Robilotta dei Socialisti riformisti: «A Roma con Rifondazione un’ordinanza tipo Firenze non si farà mai. Poi è solo fumo negli occhi tra qualche giorno tornerà tutto come prima». Per il consigliere comunale Dino Gasperini (Udc), «l’operazione è necessaria ma non sufficiente. Non mi fido di iniziative estemporanee. Serve un’ordinanza che impedisca di lavare i vetri o accattonare ai semafori». I consiglieri capitolini di An, Luca Gramazio e Federico Guidi, invece, lanciano l’idea di «uno sciopero delle mance ai semafori per dimostrare fattivamente al sindaco la reale volontà popolare».