«Abusivismo commerciale, la lotta è già incominciata»

Assessore comunale alle politiche produttive, Davide Bordoni, Alemanno ha messo al primo punto del pacchetto sicurezza la lotta all’abusivismo commerciale. Lei ha già iniziato a farla questa campagna o no?
«È iniziata già in 5 municipi. Nel I, II, IX, XV, e XVII».
Il bilancio?
«Oltre 130 sequestri, con 50 fermi di operatori irregolari. Si è operato nel centro storico, a Parioli, a San Pietro, a piazza Tuscolo, e lungo la Portuense. Presto estenderemo la repressione dell’abusivismo al resto della città».
Ammetterà che il fenomeno è talmente vasto che non basta qualche multa e qualche banchetto sequestrato a debellarlo...
«Ha ragione, ma noi legheremo la repressione anche a una massiccia campagna di comunicazione. Occorre far capire alla gente che le merci abusive sono scadenti, che gli irregolari non pagano le tasse e alimentano un mercato illegale. E che la legge prevede la multa oltre che agli abusivi anche agli acquirenti».
A che punto è il Piano del commercio, quello che Risorse per Roma da quasi un anno dovrebbe redigere?
«È ancora tutto fermo».
In compenso Veltroni e Rizzo le hanno lasciato in eredità la spinosa questione dei camion-bar e delle postazioni ambulanti vicino ai monumenti.
«La soluzione è mettere tutti intorno a un tavolo. A differenza degli abusivi, loro hanno le autorizzazioni e pagano l’occupazione di suolo pubblico. L’approccio deve essere diverso, serve un tavolo di lavoro e il dialogo».
Ammetterà che piazza di Spagna non può diventare un suk con chioschi-bar ovunque.
«Potrei fare demagogia e ordinare di lasciare libere le piazze storiche, ma questa gente ha i titoli a posto e il Tar darebbe loro ragione».
C’è chi chiede, però, almeno di delimitare con borchie le aree delle postazioni per evitare che si allarghino.
«Stiamo lavorando con Risorse per Roma sia per il banco tipo che per l’esposizione del titolo commerciale».
Come intende difendere il made in Italy?
«La lotta all’abusivismo è il nostro maggiore impegno. Vedere tutti questi marchi contraffatti sulle bancarelle irregolari è anche un colpo all’immagine della città».
E in nome di questa difesa del made in Italy, come spiega che a giugno, luglio e agosto si vendono le caldarroste in centro?
«Non è mia competenza, dipende dal I municipio. Ma se hanno titolo non ci possiamo fare niente».