Abuso d'ufficio, il pm: "Condanna per Loiero"

Requisitoria del pm Facciolla al termine del processo, con rito abrevviato, per l'inchiesta Why Not: irregolarità nella gestione di fondi pubblici. Chiesti 18 mesi per il governatore. Per il capogruppo Pd in Regione chiesta la condanna per corruzione alle elezioni 2005

Reggio Calabria - Un anno e sei mesi per abuso d'ufficio. Questa la richiesta del pubblico ministero Eugenio Facciolla per il governatore della Regione Calabria Agazio Loioero a conclusione della sua requisitoria nell’ambito dei giudizi abbreviati del procedmento Why Not su resunte irregolarità nella gestione di fondi pubblici. La condanna è stata chiesta relativamente a due capi d’accusa per abuso d’ufficio, mentre, rispetto agli altri capi d’imputazione, tra cui la corruzione relativa alle elezioni Regionali del 2005, il magistrato ha chiesto l’assoluzione. Per questro stesso reato il magistrato ha chiesto di affermare la responsabilità penale dei coinputati, gli imprenditori Gatto e Saladino e il capogruppo del Pd alla Regione, Nicola Adamo.

Niente corruzione Assoluzione per non aver commesso il fatto: questa la richiesta avanzata dal pm Facciolla per Loiero per l’accusa di corruzione. Il magistrato, per lo stesso reato, ha invece chiesto la condanna di Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria e principale imputato dell’inchiesta Why Not. L’accusa si riferiva a un presunto pagamento da parte di Saladino e di un altro imprenditore, Antonino Gatto, a Loiero e a Adamo, ex vicepresidente della Giunta regionale, durante la campagna elettorale che precedette l’elezione di Loiero, avvenuta nel 2005, in cambio di provvedimenti in favore della grande distribuzione. Secondo Facciolla, non ci sono elementi per dire che Loiero abbia in qualche modo partecipato alla vicenda. Le posizioni di Gatto e di Adamo sono in discussione davanti allo stesso gup nell’udienza preliminare che sta proseguendo per tutti gli imputati che hanno scelto il rito ordinario.