Acam: il Pd ha l’acqua pubblica, ma non abbassa le tariffe

Dimissioni dell'amministratore delegato di Acam Ivan Strozzi. Presentazione di un nuovo piano industriale e pubblicazione del memorandum Acam Hera sul web. E ancora revisione immediata delle tariffe idriche dopo i risultati del referendum sull'acqua pubblica. Erano le richieste (tutte respinte) presentate dal Pdl spezzino lo scorso martedì sera nel corso del consiglio comunale straordinario dedicato ad Acam, l'ex municipalizzata multiservizi acqua e gas in procinto di aggregarsi con il colosso bolognese Hera. Riunione richiesta dal centrodestra per fare il punto della situazione «dopo tre esercizi consecutivi in perdita che esigerebbero una dimissione dei vertici aziendali a partire dallo stesso Strozzi», ha proseguito Gatti insieme ai colleghi di minoranza. «Non c'è segno di discontinuità - ha aggiunto il consigliere azzurro - abbiamo davanti un triennio di perdite: 47 milioni nel 2008, 19 l'anno seguente e 27 quello scorso. Non ci basta sentir dire che il margine operativo lordo è positivo. E poi non ci sono garanzie sul futuro dei lavoratori». Un dibattito durato fino a tarda notte con tanto di pubblico in sala. Alla fine il centrodestra ha visto l'ok a un ordine del giorno che impegna il Comune ad adeguare il bilancio alle perdite della sua partecipata. Respinto tutto il resto. Via libera al documento di maggioranza (centrosinistra) che chiede all'Amministrazione di proseguire l'azione di risanamento di Acam con la salvaguardia dei livelli occupazionali. Da segnalare infine che il nuovo consigliere Giovanni Siciliani ha aderito al Gruppo Misto.