Accademia delle Opere, via alla nuova stagione

È un’orchestra ad aprire, domani sera (ore 21), una stagione che approda nelle due sale da concerto del Conservatorio, la Verdi e la Puccini, e si fa largo tra istituzioni assai rodate. Addirittura centenarie, come il Quartetto, o decennali, il caso della Società dei Concerti e delle Serate Musicali. Una mini stagione, otto concerti in tutto, di giovedì, messa a punto dall’Accademia delle Opere in collaborazione con le Serate. Accademia nel senso antico del termine, quindi crogiolo di artisti, in questo caso i musicisti Diego Montrone e Alberto Bramani, che creano di volta in volta occasioni d’arte. In soldoni, concerti: da camera e, anzitutto, per grande orchestra. Stasera, nella sala Verdi, l’ospite è l’Orchestra dell’Accademia delle Opere. Un complesso dove confluiscono, sollecitati dall’occasione di turno, musicisti di altre orchestre, la Scaligera e il Maggio Fiorentino ad esempio. Sul podio, Alessandro Ferrari, impegnato in un programma che affianca la Sinfonia in do maggiore di Bizet al triplo Concerto per violino, violoncello e pianoforte di Beethoven. Il dialogo a tre di Beethoven è affidato al trio Johannes, quindi a Francesco Manara, primo violino della Scala, Massimo Polidori, anch’egli al primo leggio scaligero, e il pianista Claudio Voghera. Ci si attende, dunque, un Beethoven d’autore. La stagione, alla sua terza edizione, si riattiva in dicembre e da qui a giugno vede susseguirsi un duo pianistico, un quartetto e una serie di solisti che dialogano con l’Orchestra.