Accame racconta le battaglie di Pietra

(...) se in braccio avesse un nipotino. Intanto il libro che scrive è proprio per loro, per i nipotini di Pietra e della Liguria, per quelli che vogliono sapere cosa è successo in quegli oltre cinque anni di guerra che passavano su un gioiellino della riviera ligure come sul resto d’Italia. Il titolo del volume è didascalico, «Diario Storico - periodo bellico 1940/1945 - Pietra Ligure». E rispecchia la scaletta che Accame s’è dato. Poche righe per ricordare ogni singolo evento avvenuto in quegli anni, compresi affascinanti ed epici duelli aerei e i danni di bombe non certo «intelligenti». E siccome ci sono almeno 22 episodi da raccontare con un minimo di attenzione, la memoria storica del paese poi si accontenta di citarne altre decine con un rapido passaggio, veloce come il «Pipetto» inglese che quasi quotidianamente sorvolava i cieli e illuminava le notti con i Bengala per compiere il suo mestiere di ricognitore, di prezioso raccoglitore di informazioni per le truppe di terra.
Tutto il volume è raccontato comunque da nonno. Perché ogni episodio è vissuto in prima persona da chi la guerra l’ha fatta. Il «ragazzetto» che compare è spesso lo stesso Accame, altre volte è qualche suo amico e coetaneo che ha portato la sua esperienza. E così l’autore qualche volta parla in prima persona, in altri casi fa da narratore. Prova a usare il passato, ma finisce per ritrovare il presente non appena quei momenti diventano vicini nella sua memoria e nell’immaginazione di chi legge. Il «Diario» è precisissimo in ogni data e dettaglio, tanto da correggere anche gli archivi ufficiali delle forze armate. Impossibile da spiegare perché serve a spiegare, il volume è anche un prezioso strumento per gli storici. Giacomo Accame d’altra parte, la storia di Pietra Ligure l’ha sempre fatta. Non poteva certo accettare che certe cose le raccontasse, magari sbagliando, chi non le aveva vissute.