Accampamento sgombrato ma la gente ha ancora paura

Gli inquirenti escludono che la camorra abbia avuto un ruolo nella rivolta di Ponticelli

Gli ultimi nomadi di Ponticelli sono andati via dal quartiere ieri pomeriggio. Dopo avere trascorso la notte in una scuola retta da religiosi, a San Giovanni a Teduccio. Tenuti d'occhio da centinaia di persone che gli hanno manifestato ostilità, a bordo di un bus, sono stati condotti prima in piazza Municipio, per una sosta temporanea, e, successivamente, in centri di accoglienza. Spariti i rom, a Ponticelli è tornata la tranquillità.
La Digos e il commissariato sono al lavoro per identificare gli autori della rivolta. Il questore Antonino Pugliesi, ha tenuto a puntualizzare che «la polizia ha avuto un compito duplice: evitare che accadesse qualcosa di grave, e nulla di grave si è verificato» ma, anche, di «identificare chi abbia commesso dei reati gravi». Pugliesi ha escluso, almeno per il momento, che durante la rivolta di Ponticelli si sia inserita la camorra. Poi, sulla sorte dei nomadi, ha precisato che «non tocca alla polizia trovare un posto ai rom», augurandosi «che presto venga trovata una soluzione umana e solidale, ma con i fatti». Sull'ultima delle tante emergenze che riguarda Napoli, è intervenuta anche la Curia. «Preoccupazione e dolore per i gravi episodi che stanno rendendo molto difficile la convivenza civile in alcune parti della nostra area metropolitana. Probabilmente le generali condizioni ambientali acuiscono il clima di esasperazione e di tensione, ma questo non può assolutamente portare a comportamenti che compromettono o annullano la civiltà e la correttezza dei rapporti umani». E contro la violenza è tornata ad esprimersi Flora Martinelli, la coraggiosa madre riuscita ad impedire che la giovane rom le rubasse la sua bambina di appena sei mesi. «Penso ai bambini del campo e sto male al solo pensiero che possa accadere loro qualcosa di brutto».