«Accetto il verdetto non farò appello»

«Accetto la sentenza». Sono state queste le prime parole di Josef Fritzl dopo la notizia della condanna all’ergastolo per le violenze inflitte alla figlia Elisabeth, segregata per ben 24 anni e violentata almeno 3.000 volte. Lo stesso Fritzl, spiega il suo legale, considera infatti la sua condanna all’ergastolo «equa». Nessuna sorpresa per la decisione unanime dei giudici da parte dell’avvocato del padre-mostro, Rudolf Mayer: «Dopo aver confessato di aver commesso un omicidio, di aver violentato la figlia mentre la teneva prigioniera per 24 anni in una cantina, è ovvio che questa sarebbe stata la sentenza. I giurati hanno agito assolutamente senza pregiudizi». Secondo Mayer, «Fritzl ha riconosciuto la dimensione delle sue azioni», dichiarando alla chiusura del processo: «Non posso fare nulla per quello che è successo. Esprimo tutto il mio rammarico dal profondo del mio cuore». Nessun dubbio da parte di Elisabeth, la figlia di Fritzl. Sono state sue le parole più forti di tutto il processo: «Voglio che mio padre paghi fino alla morte», avrebbe detto. Le sue dichiarazioni sono state riportate dal suo legale Eva Plaz.