Acciaio, i Borromeo cedono la Sogepar per 215 milioni

Nella transazione anche 120 milioni di debiti. L’advisor è Mediobanca

da Milano

Il «risiko» sui mercati dell’acciaio non risparmia l’Italia. Oltre all’acquisizione nelle scorse settimane da parte della russa Severstal (che nel 2005 rilevò la Lucchini) della Redaelli Tecna di Gardone Valtrompia (funi d’acciao), il 30 luglio è stato perfezionato un altro importante takeover internazionale: il gruppo finlandese Outokumpu, quarto produttore mondiale di acciaio inossidabile, ha comprato dalla famiglia milanese Borromeo la Sogepar per 215 milioni di euro in contanti, cui vanno aggiunti 120 milioni di debiti che l’acquirente ha acconsentito ad accollarsi. SoGePar è stata assistita nell’operazione da Mediobanca per gli aspetti finanziari e da Giovanni Lega (Lega Colucci e Associati) per quelli legali. Attiva nella distribuzione e anche nella trasformazione in proprio di tubi e laminati d’acciaio, la Sogepar nel 2007 ha fatturato 560 milioni, con un margine operativo di 44 milioni, le consegne sono ammontate a 134mila tonnellate. Il gruppo italiano ha stabilimenti e Castelleone (Cremona) e Rotherham, in Gran Bretagna, e diversi depositi di stoccaggio e distribuzione oltre che in Italia e nel Regno Unito, in Belgio, Francia, Finlandia e Irlanda. Outokumpu, che è quotata alla Borsa di Helsinki, nel 2007 ha fatturato 6,9 miliardi con un margine operativo di 589 milioni e un utile netto di 641 milioni (grazie anche a poste non ricorrenti per 252 milioni), le consegne sono state pari a un milione e 419 mila tonnellate. Nel secondo trimestre di quest’anno il gruppo ha registrato ricavi per 1,55 miliardi e un margine operativo di 174 milioni.
La domanda di prodotti in acciaio inossidabile in Europa è fiacca e il settore, con margini in contrazione, attraversa una fase di consolidamento. Tanto che recentemente si è parlato di un possibile takeover sulla stessa Outokumpu. Nei giorni scorsi uno studio di Crédit Suisse sul titolo del gruppo finlandese ha segnalato che «per la debolezza strutturale dell’acciaio inossidabile, il momento per entrare è ora più favorevole. Inoltre, l’attività di fusioni e acquisizioni potrebbe tornare in gioco, sostenuta dalla sostanziale svalutazione del prezzo dell’azione».