Con le acciughe a peso d’oro andar per mare non rende più

Le acciughe, pesce azzurro per eccellenza, nell'agosto appena trascorso, si vendevano a 20 euro al Kg nelle località di Recco e Camogli, un po’ come in tutto il Levante. Oggi, diminuita la domanda, si trovano a 12-15 euro. Differenti invece, sono i prezzi sul mercato Orientale di Genova, dove si trovano acciughe e, in generale, il pesce azzurro a 6, 7 euro per Kg! L'acquirente si domanda: perché esistono queste differenze di prezzo tra i mercati? «Aiuto mia figlia nella conduzione famigliare - sostiene Luigina Cafferata, nonna e pensionata abitante a Recco - per saziare i due nipoti di 20 e 22 anni, dovrei comprare 2 chili d'acciughe, mi conviene comprare delle bistecche, poi ci metto sopra le uova, almeno fino a sera, non si lamentano che hanno appetito!». Questo è il ragionamento di tante massaie in questo periodo di ristrettezze economiche. «Ci sono queste differenze di prezzo - spiega un venditore del mercato Orientale a Genova - perché tutto dipende dalla provenienza del pescato, di conseguenza dalle aste che si fanno sui mercati di Genova o di Sestri Levante. Se il pesce arriva con l'aereo dalla Spagna, dal meridione o dal Mar Adriatico il prezzo cambia ancora».
L'abbondanza di pesce degli anni '60 e '70 oggi è solo un ricordo, a Camogli in certi periodi si lavorava tutta la notte per scaricare dalle barche e caricare sui camion dalle 5 alle 7 cento casse di pesce. «Da più di 10 anni non si pescano acciughe qui a Camogli - puntualizza Gian D'Errico, comandante in pensione e pescatore dilettante - quello che si vede sui banchi dei negozi viene da fuori, a me le frottole non le racconta nessuno. Se andiamo avanti senza regole, fra 10 anni i pesci li vedremo solo in cartolina! Vi ricordate il Tecla II ormeggiato qui in porto? Ebbene con quel peschereccio, per 10 anni hanno pescato allo strascico in tutto il golfo Paradiso e questi sono i risultati: il pesce sta scomparendo! Qui a Camogli i prodotti ittici sono troppo cari, i ristoratori comprano altrove! Mio figlio gestisce un ristorante in centro, conosco l'argomento, se presenti un conto salato il cliente non torna». La pesca a Camogli quest'anno è stata poco redditizia, il pesce è scarseggiato e i pescatori camogliesi sono in difficoltà. «Stagione piuttosto negativa - dice Gianluigi Gardella, segretario della Cooperativa Pescatori, storica realtà locale - Il meteo non ci ha aiutato, alla fine di maggio e per buona parte di giugno faceva ancora freddo, l'acqua era gelida causa burrasche e vento, di tutto questo la fauna ne ha risentito! Il pesce rimane al largo e in strati rarefatti. Il costo del pesce? Dipende dalla quantità pescata e dove si fa l'asta. Il prezzo è differente proprio per queste variabili, ma dobbiamo pensare che con la Cooperativa si mangia pesce nostrano. Chiaramente anche sui mercati di Milano e Torino ci sono pesci, ma con diversi costi, arrivano con l'aereo da località del meridione e anche dall'estero». La cooperativa camogliese sta già pensando alla prossima stagione estiva, organizzando visite guidate, con un adeguato canotto, alla Tonarella, situata nello specchio di mare davanti a Punta Chiappa. «Vogliamo organizzare dei viaggi per turisti - spiega Simone Gambazza, presidente della cooperativa - potranno seguire le tante manovre che si fanno alla tonnara; chi sarà alla conduzione del canotto racconterà l'evoluzione di questo mestiere duro e faticoso. Noi pescatori “quasi” anziani - puntualizza Gambazza - abbiamo imparato da ragazzini, abbiamo sempre fatto tanti sacrifici per pescare, oggi siamo rimasti in pochi professionisti, i giovani cercano altre occupazioni. Il pescatore non ha orario, se c'è un passaggio di pesce bisogna andare, anche se tira vento, fa freddo e si è stanchi».
Anche per i pescatori di Sestri Levante sono della stessa opinione: il futuro della pesca non è roseo, anzi ogni giorno il costo del pesce aumenta e la quantità del pescato diminuisce. «Siamo una specie in via d'estinzione, è un mestiere troppo faticoso - spiega Giuliano - con la pesca al “Cianciolo”, di notte con le lampare, si pesca il pesce azzurro e di giorno si possono prendere sgombri, boghe e palamite. Per far quadrare i bilanci si devono fare 3 o 4 ore di navigazione, perché in un'ora si consumano 15 litri di gasolio, e, quindi, considerando i costi, dopo due uscite in mare senza pescare, sei in rosso! Per recuperare le spese e per guadagnare devi fare una pescata abbondante, cosa difficile di questi tempi».