Accoglienza deve far rima con legalità

(...) comportarsi come lei vorrebbe. Le Istituzioni (e scusatemi se per una volta uso la maiuscola), hanno altri compiti e altri obblighi: devono contemperare i doveri dell'accoglienza con quelli della legalità, quelli della generosità con quelli della buona amministrazione, i bisogni dei nuovi cittadini con quelli, sicuramente altrettanto importanti e impellenti, di quelli vecchi, che spesso non condividono affatto la visione del Cardinale e la cui qualità della vita non è migliorata in seguito alla convivenza con i nuovi arrivati. Se, come sembra suggerire Tettamanzi, l'amministrazione comunale, e in generale le strutture civili della città, dedicassero buona parte delle loro energie alla realizzazione di una perfetta società multietnica, finirebbero fatalmente con il trascurare i loro molti altri compiti. Per dirla in soldoni, se si devolvessero più risorse all'accoglienza degli stranieri, che spesso, come nel caso dei rifugiati somali ed eritrei, pretendono più di quanto avrebbero diritto, queste risorse verrebbero fatalmente sottratte ad altri capitoli di spesa. E se si assegnassero più alloggi popolari agli stranieri di cui tanto si preoccupa il Cardinale, ne rimarrebbero di meno per italiani altrettanto e talvolta anche più bisognosi.
Abbiamo sicuramente un sindaco sensibile sia ai problemi del sociale - basti pensare a quello che ha fatto e a quello che tuttora fa per San Patrignano -, e molto più vicina alla Chiesa di molti suoi predecessori. L'assessore ai Servizi sociali è a sua volta una fervente cattolica. Nei limiti dei mezzi di cui dispone, il Comune fa già molto per fare fronte a quella che - cifre alla mano - può essere definita una "invasione" senza precedenti, più forte e più difficile da gestire di quella dei meridionali del dopoguerra. Non era il caso di tirarlo per la giacca nel modo in cui è stato fatto. Ognuno faccia il suo mestiere, e non chieda che altri facciano il proprio.