«Accoglienza e repressione per i clandestini irregolari»

«Ci vuole una adeguata politica sociale di accoglienza, ma anche la repressione, soprattutto in quelle zone della città dove ormai manca l'ordine pubblico e non vengono rispettate le leggi».
Il presidente della provincia Alessandro Repetto punta i piedi sul problema extracomunitari e comunitari irregolari. Denuncia la grave situazione nella zona dell'ex Datasiel di proprietà Inail a Multedo, accanto alla Coop, ma anche a Terralba e in altri edifici fatiscenti e giardini pubblici sparsi nei vari quartieri. Chiede che, alla prossima riunione del comitato provinciale per la sicurezza, oltre a parlare di vigili e poliziotti di quartiere e telecamere, si organizzi una risposta efficace contro gli irregolari senza fissa dimora. Lo fa dopo la relazione della polizia provinciale sul degrado ambientale, e conseguentemente su quello sociale, di alcune zone calde di Genova, presentato ieri mattina. Gli extracomunitari usano spesso le zone abbandonate, o si appropriano di spazi verdi sottraendoli ai residenti, dove accatastano vecchi materassi, posteggiano veicoli e camioncini senza targa, costruiscono insomma una loro abitazione a cielo aperto. Non è tutto. A Multedo una signora che aveva lasciato incautamente il camper parcheggiato nell'area di sosta occupata in gran parte da cittadini dell'est europeo, è stata allontanata con le minacce. Il caravan adesso è usato come dormitorio e la casalinga non può nemmeno metterci piede nonostante le denunce alle forze dell'ordine.
«Si tratta di situazioni inaudite e non accettabili - dice Repetto - che a Genova devono smettere. Gli interventi delle forze dell'ordine, a fronte di quelli dell'Amiu e del Comune per lo sgombero dei rifiuti, è insufficiente. Chiediamo repressione, ma anche una politica di accoglienza. Non pensiamo a contingentamenti di ospiti extracomunitari e comunitari irregolari, ma piuttosto a un coordinamento dei vari istituti che possono accogliere queste persone, anche in riviera e nell'entroterra genovese. Occorre trovare lavoro e casa, ma bisogna che prima si rimettano sulla strada della legalità. É un progetto complesso, ma bisogna cominciare e lo faremo denunciando la situazione alla prossima riunione del comitato provinciale per la sicurezza. I due milioni stanziati da regione, provincia e comune dovranno servire anche a risolvere questi problemi che sono un danno per i cittadini».
La polizia provinciale e l'assessore Mauro Fossati ieri hanno spiegato, inoltre, che è aumentato, in alcuni siti anche raddoppiato e triplicato, il numero di frigoriferi, computer, televisori e altri apparecchi, abbandonati negli alvei dei fiumi, nei parcheggi di periferia e anche semplicemente sui cigli delle strade.