Accoltellò l’amico: 8 anni alla cantante dark

Genova È stata condannata a otto anni e otto mesi per aver accoltellato decine di volte il chitarrista sedicenne del suo gruppo, la cantante dark Cristina Balzano, 19 anni, vocalist del gruppo musicale genovese heavy metal «Cry soul». La giovane, che aveva agito insieme al fratello di 17 anni, era accusata di tentato omicidio aggravato dai futili motivi.
L’aggressione, maturata nell’ambiente dark frequentato anche in diversi blog su internet dai protagonisti della vicenda, era avvenuta nel dicembre del 2008 in un vicolo di Sampierdarena. Dopo essere stato ferito, il giovanissimo chitarrista rimase ricoverato per diverse settimane in ospedale.
Il processo si è svolto con rito abbreviato e l’imputata ha beneficiato della riduzione di un terzo della pena. Il gup Massimo Cusatti ha riconosciuto due aggravanti: la premeditazione e i futili motivi. Ha concesso, però, le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti escludendo il vizio parziale di mente. Il pubblico ministero Francesco Albini Cardona aveva chiesto 8 anni.
Cristina Balzano, difesa dall’avvocato Roberto Frank, era stata sottoposta a perizia psichiatrica dal dottor Gian Luigi Rocco, il quale aveva concluso che la ragazza era affetta da un disturbo narcisistico della personalità sostenendo che, al momento del fatto, fosse parzialmente capace di intendere e di volere.
La ragazza gli aveva raccontato che due anni prima era stata oggetto di un’aggressione sessuale da parte di un giovane che poi aveva riconosciuto come Luca Delfino, l’uomo condannato per l’omicidio dell’ex fidanzata Raffaella Multari compiuto a Sanremo e imputato per quello di un’altra ex compagna, Luciana Biggi avvenuto nel centro storico di Genova. Tale asserzione della ragazza, però, sarebbe risultata infondata.
Nonostante il tempo trascorso, e nonostante la condanna, i motivi dell’aggressione non ancora stati chiariti: pare che la giovane cantante abbia accusato il chitarrista minorenne del suo gruppo di averla infastidita. In un primo tempo Cristina Balzano aveva raccontato di essere intervenuta per tentare di salvare il ragazzo dal suicidio. E aveva spiegato che il fratello aveva dei tagli sulle mani perché, a sua volta, aveva cercato di aiutare il giovane chitarrista. Era stata poi però la stessa vittima, ricoverata in ospedale per diverse settimane, a raccontare alla polizia che erano stati i due fratelli a ferirlo insieme.
Il fratello di Cristina si trova adesso in una comunità e frequenta la scuola. Dopo due perizie contrastanti tra loro (la prima lo giudicò incapace di intendere e di volere e la seconda si pronunciò sull’esatto contrario) i suoi difensori, gli avvocati Stefano Savi ed Elisabetta Bubba, avevano chiesto per lui il rito abbreviato e la messa alla prova. Il giudice del tribunale poi ha accolto la richiesta e ha messo il ragazzo alla prova in comunità per un periodo di anno e 5 mesi.
All’udienza di ieri mattina era anche presente il giovane accoltellato, accompagnato dall’avvocato Giuseppe Muscolo, legale di parte civile.
Quest’ultimo ha riferito di aver ottenuto in sede civile il sequestro conservativo di 400mila euro nei confronti dei genitori del ragazzo per non averlo seguito a dovere. «Si tratta - ha spiegato il legale - di un danno parziale allo stato degli atti». «Il ragazzo - ha aggiunto - colpito da numerose coltellate anche al braccio sinistro ha riportato gravissime lesioni ed essendo musicista come aspirazione, non potrà più suonare la chitarra».