Accoltella la moglie che chiede il divorzio E finisce in manette

Un mese fa aveva chiamato i carabinieri inventandosi di aver ammazzato la moglie. L’altro giorno per poco non riusciva ad ammazzare davvero la donna. Un mesetto fa l’uomo aveva avuto un violento alterco con la moglie e aveva chiamato i carabinieri di Rho dicendo di averla ammazzata. Poi si recò in caserma per «costituirsi». Non era vero niente però era finito ugualmente in galera per aver picchiato un carabiniere. Finito in manette, il giudice gli aveva concesso gli arresti domiciliari. Adesso però la finzione ha rischiato di trasformarsi in realtà: dopo aver minacciato di morte la consorte con un coltello, glielo ha scagliato contro, mancandola per un pelo. La donna si è rifugiata in balcone chiedendo aiuto, e alla fine il protagonista della vicenda è tornato in carcere, dove attenderà il processo, qualora il tribunale non gli conceda nuovamente i domiciliari, ovviamente in un luogo diverso dall’abitazione di famiglia, divenuta ormai incompatibile. Due sere fa in un alloggio popolare della periferia della città scoppia l’ennesima lite fra i coniugi: lui di 48 anni e lei di 42. All’origine, la decisione della moglie di dare un taglio alla loro convivenza divenuta da tempo insopportabile. Una separazione che l’uomo non vuole assolutamente accettare anche per via dei 4 figli avuti dalla coppia, l’ultimo di solo cinque anni. Così l’ennesimo diverbio diventa incandescente: lui minaccia di ucciderla, e determinato impugna un coltello con il quale le va incontro. La moglie fugge e lui glielo scaglia contro; per fortuna l’arma non centra l’obiettivo ma va a schiantarsi contro il muro, mentre lei riesce a uscire in balcone e a gridare chiedendo aiuto. Arrivano i figli, che hanno già chiamato i carabinieri, e anche loro, proprio perché schierati a difesa della mamma, vengono minacciati di morte da un genitore ormai fuori di sé. Per fortuna pochi minuti dopo i militari irrompono in casa e bloccano il capofamiglia, sequestrando l’arma e ammanettandolo.