Accordi con gli enti locali per favorire lo sfruttamento delle fonti alternative

Produrre energia da fonti rinnovabili come il sole, il vento, l’acqua e le biomasse. Operare attivamente con i meccanismi istituiti dal Protocollo di Kyoto con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas responsabili dell'effetto serra. Sono i due business in cui è attiva Unendo Energia, società nata nel 2006 in seguito alla decisione del gruppo Afin di diversificare le proprie attività ultradecennali (concentrate nei settori del gas metano, dell’immobiliare e del wellness) nei comparti dell’ambiente e delle energie alternative.
Per quanto riguarda la prima area di attività, quella della produzione di energia da fonti alternative, Unendo Energia ha già al suo attivo un parco eolico da 36 MW installato a Troia (Foggia). Le operazioni nel fotovoltaico hanno ricevuto un ulteriore impulso lo scorso anno con l’acquisizione della società Renergies, produttore di pannelli, kit e pensiline fotovoltaici e impianti chiavi in mano. Unendo Energia è così riuscita a stringere accordi con enti locali, progettare, completare gli iter autorizzativi già avviati in precedenza e realizzare due impianti fotovoltaici da 1,5 MW ciascuno a Lecce e a Oleggio (Novara).
Entrambi gli impianti hanno permesso ai rispettivi comuni di recuperare a fini ecologici (perché quella prodotta è energia pulita che consente di risparmiare energia generata con sistemi che provocano inquinamento atmosferico) parti di due aree costituite da ex discariche in disuso. I due progetti hanno perseguito la compatibilità ambientale fino in fondo. Per esempio, utilizzando cavidotti completamente interrati per portare l’energia prodotta fino al punto di raccolta Enel, in secondo luogo perché è prevista - per quanto concerne quello di Oleggio - la riconversione dell’impianto, dopo i 30 anni di vita stimata per queste tecnologie - in un parco completamente piantumato. Infine, durante il periodo di gestione degli impianti, Unendo garantisce alle amministrazioni comunali delle royalties. La società guidata da Bruschi versa 7mila euro l’anno, per 30 anni, al Comune di Oleggio, il quale utilizza questa somma per convertire a tecnologie a risparmio energetico gli impianti di illuminazione stradale. In questo momento sono stati completati altri due parchi fotovoltaici con tecnologia a inseguimento solare, da 1 MW ciascuno, ad Andria e a Carbonia. In fase avanzata di progetto ci sono altri impianti - soprattutto in Puglia e in Calabria - che porteranno nei prossimi anni l’azienda ad avere un’ulteriore capacità di produzione di 200 MW. La società del gruppo Afin prevede, inoltre, di aumentare la propria produzione di elettricità con impianti solari grazie anche ad acquisizioni di parchi già esistenti per circa 4 MW.
Oltre all’eolico e al fotovoltaico, Unendo Energia si sta impegnando anche nella produzione di energia con piccole centrali idroelettriche (mini hydro) e da biomasse. Con queste attività ci spostiamo anche all’estero. Per quanto riguarda il mini hydro, recentemente Unendo Energia ha siglato un accordo con la Serbia per realizzare una serie di impianti per un totale di 14 MW. Ma l’ambito privilegiato all’estero da Unendo Energia è quello del Cdm (Clean Development Mechanism), che consente, attraverso azioni per la riduzione di gas serra, di ottenere Cer’s, ovvero certificati di riduzione di CO2 o altri gas che possono essere acquistati o venduti da aziende, istituzioni finanziarie o trattati in apposite borse.
Va in questa direzione la creazione di un impianto per la captazione dei biogas prodotti nelle discariche nei Paesi cosiddetti «Non Annex 1». Nazioni dove, a differenza che in Italia e in altri Paesi sviluppati, le discariche non sono controllate. Con questi impianti - il primo dei quali è già attivo a Chisinau (Moldavia), mentre altri sono in fase di autorizzazione (Cina) o di progettazione (Laos, Vietnam) - Unendo Energia fa business con i certificati, contribuisce ad aumentare la percentuale di riduzione delle emissioni in capo all’Italia e garantisce introiti e miglioramento dell’ambiente nei Paesi ospitanti.