Accordo Abi-governo: cambierà qualcosa?

Sicuramente cambieranno i conteggi: anzi sono già cambiati, perché le simulazioni presenti nella lettera della banca inviata ai clienti che aderiscono all'iniziativa sono state elaborate prima del 29 agosto scorso. Da allora ovviamente i tassi di riferimento sono cambiati, e cambieranno ulteriormente da qui a fine anno.

L'accordo prevede infatti di trasformare il mutuo in un finanziamento a rata costante con importo «congelato» al tasso 2006, mentre la quota non pagata subito va a alimentare il conto di debito, una sorta di «secondo mutuo», da pagare in coda al primo. Il cliente deve dare l'assenso all'operazione entro fine novembre, ma il tasso del conto di debito sarà determinato sulla base di quello in vigore quando la rata sarà ricalcolata, cioè tra dicembre e gennaio: questo significa che le previsioni sulla durata effettiva del mutuo vanno allungate, perché l'aumento del costo del denaro porta a un aumento della differenza tra rata attuale e rata del 2006, quindi il conto di debito è destinato a crescere.

Il consiglio che tutti gli esperti danno, infatti, è di prendere in considerazione questo tipo di rinegoziazione «d'ufficio», per così dire, solo se si è rimasti indietro nel pagamento delle rate, perché in quel caso è molto difficile, per non dire impossibile, trasferire il mutuo a un'altra banca.

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