Accordo Alcatel-Thales Nella partita dei satelliti ora gioca Finmeccanica

Decolla l’alleanza dei due gruppi francesi. Bloccato l’inserimento di Eads. Le possibilità per gli italiani

Andrea Nativi

da Milano

Decolla l'alleanza franco-francese tra Alcatel e Thales, mentre il tentativo di Eads di inserirsi nella partita, per ora, viene bloccato. E Finmeccanica ottiene una nuova possibilità di forgiare un legame con Thales nell'elettronica della difesa.
Queste le conseguenze dell'accordo raggiunto dai due colossi transalpini. Lo schema prevede il conferimento da parte di Alcatel in Thales delle proprie attività del polo Sicurezza e Trasporti e la quota detenuta in Alcatel Alenia Space (il 67%) e di Telespazio (33%). Complessivamente Thales ottiene attività che valgono 2 miliardi di fatturato, 130 milioni di utili, ordini di 4 miliardi. In cambio Alcatel riceverà sia una compensazione monetaria di 673 milioni, sia un pacchetto di azioni Thales che le permetterà di salire al 21,6% del capitale, rispetto al 9,5% attuale. Il meccanismo per realizzare l'operazione è l'emissione di 26,67 milioni di nuove azioni Thales in favore di Alcatel. Ciò provocherà automaticamente una diluizione delle quote detenute dallo Stato francese, che scenderà dal 31% al 27,1% e di Dassault, che passerà dal 5,7% al 5%.
Non è riuscito quindi il tentativo di Eads di partecipare fin dall'inizio all'accordo, conferendo a sua volta in Thales le proprie attività satellitari, in cambio di una quota del 20% del capitale di Thales. E così per Noel Forgeard, co-Ceo di Eads, che ha più volte chiesto di acquisire Thales, non resta che aspettare una nuova opportunità. Intanto i due azionisti privati di Eads, Lagardère e DaimlerChrysler, hanno deciso di far cassa, vendendo due pacchetti del 7,5% del capitale di Eads, ciascuno dei quali vale 2 miliardi. E il controllo su Eads rimarrà invariato.
Thales ha esplicitamente indicato che saranno valutati nuovi accordi in campo satellitare e dell'elettronica della difesa. Se nei satelliti ormai l'unico candidato è proprio Eads, per l'elettronica militare c'è anche l'alternativa italiana, Finmeccanica. Denis Ranque ha detto anche di «auspicare in futuro una più forte cooperazione con la società italiana».
La società guidata da Pier Francesco Guarguaglini deve superare lo svantaggio costituito dall'appoggio che l'Eliseo ha ribadito all'integrazione tra Thales ed Eads. Ma difficilmente un'operazione di tale portata può essere conclusa prima delle elezioni presidenziali che si svolgeranno nel maggio 2007. C'è quindi una finestra di opportunità per Finmeccanica e che può ben valorizzare la possibilità di bloccare il conferimento delle attività satellitari di Alcatel a Thales. Ranque poi probabilmente preferisce un accordo con gli italiani rispetto all'abbraccio soffocante di Eads. Ma non è detto possa scegliere.