Accordo con Edf, Enel sbarca in Francia

Paolo Giovanelli

da Milano

Enel sbarca in Francia e ci sbarca nel nucleare, nel carbone e nell’idroelettrico e anche nelle centrali a gas: l’accordo è stato firmato ieri a Roma tra l’appena nominato amministratore delegato del gruppo italiano, Fulvio Conti, e il presidente di Edf, Pierre Gadonneix, che ha pure incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che è stato uno degli artefici dell’accordo italo-francese. In cambio, infatti, Edf resta in Italia acquisendo il controllo paritetico di Edison con la cordata guidata da Aem Milano e, elemento non secondario, questa mattina passerà in commissione Attività produttive del Senato il decreto che abolisce il tetto del 2% al diritto di voto dei francesi.
Enel mette così piede nel mercato più ricco, ma anche in quello meno liberalizzato, d’Europa che non potrà che aprirsi alla concorrenza: ed Enel sarà così già presente (con circa il 3% della produzione totale), con maggiori possibilità di inserisi nelle future aperture. Innanzitutto, ed è ormai strategico, il gruppo italiano acquisisce il 12,5% di partecipazione nel progetto Epr (European pressurized reactor), la nuova generazione di reattori nucleari destinata a sostituire quelli attualmente in attività. Per acquisire questa partecipazione nella prima delle centrali che verrà costruita (in Normandia), l’Enel spenderà circa 370 milioni di euro: in cambio avrà, da subito 1.200 Mw di potenza disponibili. Una quota destinata a scendere, perché i circa tre miliardi che saranno necessari in tutto per il primo impianto comprendono anche le spese di ricerca e sviluppo: le prossime centrali dovrebbero quindi costare meno.
Il seconda acquisto riguarda il 35% di Snet, la società controllata al 65% dagli spagnoli di Endesa che produce energia con carbone e idro e che ha una potenza di 2.600 megawatt. La quota di energia che tocca ad Enel dovrebbe essere quindi di circa 700 megawatt. Snet ha un contratto di fornitura con Edf, per cui tutta la produzione è impegnata, ma Edf si è impegnata a «girare» a Enel fino al 2009 una quota identica di elettricità. Per entrare in Snet la spesa non dovrebbe superare i 300-350 milioni.
Enel potrà anche costruire due centrali a gas (probabilmente su siti messi a disposizione da Edf) della potenza di 400 Mw ciascuna: in questo modo con il nucleare coprirà la fascia di mercato di base, con carbone e idro quella intermedia, e infine con il gas potrà coprire le ore di punta. La costruzione delle centrali, che richiederà due anni di lavoro, impegnerà investimenti per circa 400 milioni. Infine una (piccola) sorpresa: l’Enel fornirà energia (circa 50 megawatt, che potranno raddoppiare) alla Corsica attraverso la nuova linea di interconnessione che la collegherà alla Sardegna a partire da fine anno.
A conti fatti, se si sommano i 1.200 Mw del nucleare, i 700 di Snet e gli 800 delle centrali a gas, Enel verrà a disporre di 2.700 Mw a un costo, in fondo limitato, poco superiore al miliardo. Così, ha commentato il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, «favorendo la collaborazione tra paesi e aprendo il mercato europeo, si può ottenere, in prospettiva, un contenimento dei prezzi energetici».