«Accordo con il governo:

«Fino a giugno nessuna scuola chiuderà. Ogni intervento di razionalizzazione è rimandato all’anno successivo». Parola del presidente della Regione Roberto Formigoni che precisa: «Eventuali tagli non toccherebbero la Lombardia, se non in misura marginale». Tutto merito dell’efficienza del sistema regionale, che già prima dell’intervento del ministro Gelmini aveva ridotto al minimo gli sprechi. «Siamo d’accordo con il governo che un’operazione di razionalizzazione delle risorse sia necessaria - continua il governatore -, ma riteniamo che debba essere lasciato un po’ di tempo alle amministrazioni». Tradotto per genitori e bambini: non c’è nessun timore di perdere il tempo pieno come prevedono le cassandre della sinistra.
E ancora, sarà garantito il sostegno agli alunni disabili e non saranno toccati gli istituti che si trovano nei Comuni di montagna e le scuole dell’infanzia. «Il tempo pieno sarà garantito a tutte le famiglie che ne faranno richiesta - conferma Formigoni -. In Lombardia sono il 40% del totale, contro il 25% della media nazionale. La nostra regione si distingue anche per l’indice di affollamento delle classi: 22,32 alunni per aula, contro una media italiana di 20,78. Questo significa che abbiamo già lavorato per ridurre gli sprechi. E continueremo a farlo, d’intesa con Comuni, Province e Ufficio scolastico regionale per presentare al governo il nostro piano di razionalizzazione». Fin qui i numeri positivi.
«Ma le criticità non mancano», ammette Formigoni. Partiamo dalle autonomie. In tutta la Lombardia sono 1.305 le scuole che ne hanno fatta richiesta, 25 di queste sono fuori norma perché ospitano meno di 500 alunni. «Si tratta di istituti medi e superiori che si trovano fra Milano, Varese, Pavia, Cremona e Brescia - spiega l’assessore all’Istruzione Gianni Rossoni -. Sette scuole hanno meno di 300 studenti, 18 ne hanno meno di 500. Studieremo strategie di accorpamento. Ma abbiamo calcolato che ci dovrebbero essere al massimo un paio di dirigenti in esubero».
Sul fronte dei plessi, invece, il piano prevede la chiusura delle strutture che ospitano meno di 50 ragazzi. «In tutta la regione ci sono circa 5mila plessi scolastici - afferma Formigoni - a essere fuori norma sono 76. Quest’anno nessun plesso sarà chiuso, lavoreremo fino a giugno per evitare disagi alle famiglie e aumenti eccessivi dei costi di gestione».
Nonostante le proteste delle ultime settimane, anche le università lombarde godono di ottima salute. Mentre il governo ha accolto le richieste provenienti proprio dalla Lombardia. «Per tutto il 2009 non sono previsti tagli - annuncia il governatore -. Abbiamo inoltre ottenuto che il 7 per cento delle risorse sia ripartito fra gli atenei in base al merito. Inoltre, saranno stanziati 135 milioni di euro per assicurare borse di studio a chiunque ne abbia diritto».