Accordo con Morgan Stanley

La banca Usa, che verserà 155 milioni di euro, è la prima a raggiungere una transazione con la società di Collecchio

da Milano

Parmalat avrà da Morgan Stanley 155 milioni di euro quale transazione relativa al contenzioso intentato dal commissario straordinario Enrico Bondi per operazioni effettuate nel periodo antecedente il crac di Collecchio. Lo annuncia una nota. Con l'intesa si estinguono tutte le azioni e pretese esistenti, potenziali e risarcitorie. La proposta entro 10 giorni sarà presentata dal commissario straordinario Bondi al comitato di sorveglianza e al ministro per le Attività Produttive al fine di ottenere le autorizzazioni previste. Dopo di che avverrà l'incasso.
I vertici di Morgan Stanley e Parmalat hanno espresso soddisfazione per l'intesa. «Accogliamo con favore questo accordo - ha detto Bondi - e apprezziamo che Morgan Stanley abbia deciso di contribuire alla stabilità della nuova Parmalat». L'intesa raggiunta tra Parmalat e Morgan Stanley, secondo Galeazzo Pecori Giraldi, vice chairman di Morgan Stanley Group Europe, «costituisce un importante contributo al rilancio di Parmalat ma anche un rilevante sacrificio per Morgan Stanley. La Banca ha tuttavia ritenuto premiante l'opportunità di superare il contenzioso con Parmalat - sottolinea Pecori Giraldi - in considerazione della rilevanza nazionale della vicenda e dell'importanza dell'Italia nella realtà e nelle prospettive dell'attività di Morgan Stanley». «Tengo a ribadire - sottolinea Pecori Giraldi - che la condotta di Morgan Stanley e dei suoi dipendenti per le operazioni in questione sono state sempre assolutamente corrette e che questo accordo non costituisce un'ammissione di responsabilità». Nella trattativa Parmalat è stata assistita dallo studio Lombardi Molinari e Morgan Stanley dallo Studio Chiomenti.
Il contenzioso relativo al ruolo che Morgan Stanley avrebbe avuto nella vicenda, che ha portato alla messa a nudo dello scandalo Parmalat, equivaleva secondo le richieste di Parmalat a 164 milioni di dollari. Il presidente, Enrico Bondi, aveva sostenuto che gli istituti bancari, attraverso i finanziamenti concessi al gruppo di Collecchio, hanno in pratica contribuito alla frode finanziaria che ha comportato il maggior caso di bancarotta mai verificatosi in Italia. Oltre che nei confronti di Morgan Stanley, Bondi si è mosso di conseguenza anche nei riguardi di Deutsche Bank, Ubs Ag e Credit Suisse First Boston, al tempo stesso chiedendo un mega-risarcimento di dieci miliardi di dollari a Citigroup e Bank of America.
Morgan Stanley è la prima fra le banche estere implicate in questa vicenda ad accettare raggiungere un accordo, rompendo così un fronte. Nello scorso mese di ottobre Nextra, la società di gestione dei fondi che faceva capo al Gruppo Intesa, aveva da parte sua accettato di pagare 160 milioni di euro.