Accordo raggiunto: l’Nba riparte a Natale

nostro inviato a Appiano G.

Meglio confessarsi prima di commettere qualche altro peccato. C’è odor, puzza, di peccato all’Inter: il Siena non invita all’ottimismo, semmai alla prudenza. Segna tanto in casa e l’Inter non è proprio una cassaforte difensiva. Ed allora Claudio Ranieri non si è tirato indietro: ha fatto i complimenti a Sannino e da buon cristiano ha chinato la testa e ammesso ogni colpa: «Non possiamo più camminare, ora bisogna correre. Serve vincere». Qui ci sono troppi infortuni. «Tanti cambi di allenatore fanno male, portano qualche scompenso. Lucio? Non capisco: aveva disputato tutta la partita con i turchi senza accorgersi di nulla... Però siamo in buona compagnia: mi sembra che in tutta la serie A ci siano una settantina di infortuni». Un terzo dei quali a carico dell’Inter.
La faccia di Moratti si fa sempre più cupa, i gol segnati non sono tanti e quelli subiti sempre troppi (solo due volte senza incassare reti nella stagione), il rischio di star fuori dalla zona Champions è concreto. E allora? «Allora è allarme rosso, qui si rischia di non andare in Champions, lo sappiamo. Ma è allarme rosso da quando sono arrivato», ha sbottato l’allenatore. Mani in alto? Non proprio. Non è da Inter. Però c’è da grattarsi la crapa. Ieri la lista degli infortunati ha addizionato, oltre ai soliti («Sneijder si è fatto male su una vecchia cicatrice», ha spiegato per allontanare dubbi), lo stiramento di Lucio, la caviglia martoriata di Chivu e perfino un’infiammazione al ginocchio destro per Jonathan che finora ha annoverato solo 359 minuti per un totale di 6 presenze: non proprio uno stress da presenzialismo. In sintesi, l’Inter è arrivata al 20° infortunio (compreso Jonathan), 14 di origine muscolare con ricadute (non solo due) non sempre notificate.
C’è da farsi venire la nevrosi, sia per un tecnico sia per giocatori sottoposti a un bel rullare di fatiche: da oggi a Natale saranno sei le partite da giocare ma soprattutto da vincere. L’Inter non può più attendere. E nemmeno sperare nei miracoli del mercato. Vedi il caso Tevez: il giocatore piace a Moratti da anni. Ma ora rischia di prenderselo il Milan. L’Inter non c’è. «Sicuri che l’Inter non ci sia? Già dicendo questo vi ho messo la pulce nell’orecchio», ha buttato lì Ranieri. Ma è sembrato un bluff da pokerista: un centro da tira elastico contro chi usa i cannoni. Per ora i cannoni dell’Inter sono inceppati: Pazzini e Milito(destinato alla panca) non segnano da due mesi in campionato, Zarate attende. Ma il Siena, che non ha mai battuto l’Inter, porta bene alla storia nerazzurra. In caso contrario...