Ma un «accordo» si poteva trovare

nostro inviato a Milanello
Tanta amarezza, tanta tristezza. L’addio alla Nazionale di Alessandro Nesta ha il sapore delle cose perdute, un qualcosa che non si è riusciti a fare completamente. E Nesta, malgrado le 78 presenze azzurre in 10 anni, un po’ di amaro in bocca lo sente. «La mia avventura in Nazionale finisce qua», il suo esordio con un sorriso stentato e un gran magone dentro. «Ci sono troppe partite nel calcio di oggi e ho notato che se ogni tanto riposo riesco ad avere un buon rendimento, vedi quest’anno quando sono stato fermo tre mesi e poi sono rientrato alla grande per vincere la Champions».
Ma è comunque la Nazionale il cruccio di Nesta e il giocatore non lo nasconde: «Ho sempre affrontato gli impegni azzurri con serietà. Quando hanno detto che non ero andato in Nazionale per sposarmi, non era proprio così, ma perchè consideravo questo discorso già finito. Adesso la porta è chiusa, fra tre anni vedremo e se ci sarà la possibilità di ritornare in azzurro per i mondiali prima della fine della carriera, la prenderò in considerazione». E questa volta il suo sorriso è eloquente per una battuta che potrebbe destare qualche speranza futura, ma in realtà resta solo una battuta su un discorso comunque chiuso.
Poi il rincrescimento: «Ho fatto 6 operazioni nel corso della mia carriera, mi è spiaciuto molto saltare un mondiale vinto e poi mi sono rotto anche la spalla. Ci ho pensato e ripensato, ma poi ho valutato che questo era il momento giusto». I tanto strombazzati problemi col ct Donadoni, ora appaiono lontani: «Con lui e con tutti gli allenatori coi quali ho giocato non ho mai avuto problemi. Mi sono sentito durante l’estate con Gigi Riva e con altre persone; ero in vacanza con Maldini ma non mi ha dato alcun consiglio, la decisione è tutta mia. In Nazionale mi sono infortunato spesso a fine stagione, ma dopo 50/60 partite, l’infortunio è più facile che non a inizio stagione».
Inevitabile il confronto con Francesco Totti, altro grande che ha girato le spalle all’azzurro. «Non conosco le sue ragioni, io vado per la mia strada, ma forse il suo e il mio caso sono simili, troppe gare, troppi infortuni. La panchina con l’Ucraina non ha influito, anzi ci stava perchè ero reduce da un infortunio». Ma è il mondiale vinto che gli è rimasto come un groppo in gola: «Stavo bene, ma mi sono dovuto fermare subito. Sono stato contento per la vittoria, ci mancherebbe, ma mi è spiaciuto non aver giocato la finale. A una cosa però tengo in modo particolare: ringrazio tutti i compagni storici che ho avuto in Nazionale, Cannavaro, Zanbrotta, Buffon con me nell’under 21, e tutto lo staff. Grazie al presidente Abete, a Riva, agli addetti stampa e ai magazzinieri». Come ha reagito Donadoni? Se l’aspettava il ct azzurro una scelta simile, così misura le parole: «Il discorso di Nesta ha un senso. La sua è una scelta che dobbiamo rispettare tutti. Porte aperte all’idea di ripensarci? Vedremo. Intanto so che non l’avrò a disposizione». Il discorso coinvolge anche Totti: «Rispetto le scelte che ognuno fa, ma è vero che in nazionale servono giocatori che abbiano stimoli e voglia».
Da parte sua anche Gigi Riva, manager della Nazionale, non fa mancare la solidarietà al difensore rossonero: «Dopo Totti, ecco Nesta. Io questi ragazzi li capisco. Sapevamo da tempo che anche Alessandro voleva lasciare, ora è arrivato il momento e io so bene cosa passa nella testa di un giocatore che ha subito gravi infortuni. Non si è eterni, i tifosi dovrebbero capirlo». Anche l’amicone Cannavaro esprime rammarico: «Dopo Totti anche Nesta lascia per motivi fisici. Sono stati due giocatori fondamentali per la vittoria mondiale. Mi mancheranno».
Nazionale stop, ma resta il Milan per Nesta. «Milan e nazionale sono per me sullo stesso piano», precisa il difensore rossonero. «Entrambi mi hanno dato soddisfazioni e notorietà, anche se il mio bilancio in azzurro è così così, potevo raccogliere qualcosa di più. In rossonero ho vinto tutto, mi manca solo il mondiale per club che giocheremo a dicembre in Giappone. Quale difensore mi piace? Barzagli è un grande giocatore, è molto forte. Digao sta smaltendo l’infortunio e promette bene».