Accordo con Tata Così Torino si rafforza in India

Le auto italiane vendute dalla rete del colosso locale

Pierluigi Bonora

da Milano

L’India spalanca le porte alla Fiat. La formalizzazione dell’accordo con la Tata Motors, avvenuta ieri al Salone dell’auto di Nuova Delhi, offre al gruppo italiano importanti opportunità di business in uno dei mercati emergenti più interessanti e in costante crescita. In passato, infatti, politiche commerciali sbagliate, errori strategici e la mancanza di una rete di distribuzione abbinata a una capillare diffusione di officine, ha impedito a Fiat Auto di affondare seriamente le radici nello sterminato Paese. Diverso è il discorso per i camion Iveco e i trattori Cnh del gruppo, divisioni che hanno conquistato il loro spazio. L’accordo siglato ieri da Sergio Marchionne e Ratan Tata, numero uno del colosso di indiano, davanti a numerosi giornalisti, prevede come primo passo lo sfruttamento da parte italiana della rete vendite della Tata. I concessionari indiani (per ora limitati a 28) venderanno da marzo anche le Palio 1.2 e 1.6 nonché il modello Siena della casa di Torino di cui esporranno il logo. Ma sarà anche Tata a beneficiare concretamente dell’alleanza con gli italiani. «Il gruppo Fiat - ha sottolineato l’amministratore delegato - deve cominciare a capire come deve comportarsi in questo mercato: è la prima fase di uno sviluppo molto razionale della nostra posizione. Abbiamo già altre attività qui in India e vedremo se faremo entrare Tata in questo sviluppo». Obiettivo immediato di Marchionne è consolidare la presenza della Fiat sul territorio indiano e, soprattutto, migliorare l’andamento delle vendite dopo alcuni anni di flessione. Il partner scelto dagli italiani è di grande peso: leader in India nei veicoli commerciali, Tata è il terzo costruttore locale nel settore auto e conta un giro d’affari di 4,7 miliardi di dollari. «Da parte nostra - ha commentato Tata - sosterremo la Fiat in India, ma abbiamo anche bisogno dell’appoggio italiano in Europa. L’accordo porterà ad alleanze più strategiche in diversi mercati». In risposta a una domanda sul possibile avvio di una produzione congiunta in India, come ipotizzato nei giorni scorsi dal Giornale, Tata ha affermato che «una simile decisione sarà presa in seguito: la cosa migliore di questo accordo è che sta dando vita a un nuovo legame. Come casa automobilistica dobbiamo guardare oltre l’India: la Fiat vanta un’eccellente tecnologia e su questo fronte l’alleanza potrà avere un enorme valore per noi. Il mercato indiano è ampio e spero di vedere presto anche la Grande Punto nelle mie concessionarie».
L’importanza dell’accordo Tata-Fiat e gli ambiziosi progetti in cantiere hanno ricevuto l’apprezzamento del viceministro per il Commercio estero, Adolfo Urso. «Non a caso - ha osservato - Torino ha scelto un mercato strategico come quello indiano. Guardare con fiducia alle realtà estere è un segnale importante. Sono convinto che il rilancio della Fiat passa necessariamente per l’internazionalizzazione e penso che questo atto possa servire da apripista per altre imprese italiane che, seguendo le indicazioni del capo dello Stato, stanno sviluppando investimenti in India».