Accorsi e Castellitto non sciolgono il dubbio

Da oggi si aprono al Teatro Stabile le prenotazioni e le vendite dei biglietti per «Il dubbio (Doubt)» dell'americano John Patrick Stanley, lo spettacolo con cui Stefano Accorsi torna al teatro, che lo aveva diplomato attore alla scuola di Bologna nel 1993 e che per alcune stagioni lo aveva visto interprete di testi classici e contemporanei, prima di diventare «divo» di riferimento del cinema italiano. «Il dubbio» sarà in scena alla Corte dall'8 al 13 aprile. A dirigere Stefano Accorsi, al fianco di Lucilla Morlacchi, c'è un altro attore che passa con grande facilità dal teatro al cinema e viceversa: Sergio Castellitto. Insieme hanno scelto di portare anche in Italia la "scandalosa" commedia (non priva di spunti autobiografici) con cui Stanley ha vinto nel 2005 il Premio Pulitzer. La traduzione è di Margaret Mazzantini e vi recitano Nadia Kibout e Alice Bachi. Scene di Antonella Conte, costumi di Isabella Rizza e luci di Raffaele Perin. Il tema affrontato da «Il dubbio» è di scottante attualità, chiamando in causa la pedofilia nel mondo cattolico statunitense. E lo spettacolo si mantiene tutto sul crinale del dubbio: il sospetto sembra fondato ma la prova rimane elusiva. Shanley si sforza di porre dei problemi, lasciando allo spettatore la risposta alla domanda: a chi dobbiamo credere? Ciò accentua la portata drammatica del testo e pone la pedofilia sotto un'angolazione essenzialmente problematica, lontano da ogni compiacimento scandalistico.