Accusa, accusa qualcosa resterà

E adesso che, grazie alle deliranti dichiarazioni del procuratore capo di Bologna, Silvio Berlusconi è stato indicato come responsabile, se non altro come mandante morale, di uno stupro in un parco, c'è da chiedersi quale sarà il prossimo passo. Fino a che punto arriveranno, di che cosa lo accuseranno ancora: Ustica? Piazza Fontana? Complicità con Jack lo Squartatore? Che cosa dobbiamo ancora scoprire sulla vita del premier? Era lui l'autista della Uno Bianca? Sganciò le bombe su Nagasaki? Partecipò con Bruto al complotto e all'assassinio di Giulio Cesare?
Avanti, c'è posto: qualsiasi cosa vi venga in mente va bene, specialmente se non ha alcun collegamento con il banale mondo della realtà. Dagli a Berlusconi e via, mal che ti vada ti conquisti un posto in prima pagina sul Corriere della Sera. Ripetiamo: l'aderenza dei fatti riportati rispetto a quel che realmente accade è del tutto secondaria. Ininfluente. C'era una vecchia regola del giornalismo che recitava: se hai una bella storia, non rovinarla con la verità. Ora abbiamo fatto un passo avanti: con la verità non si riescono nemmeno più a rovinare gli insulti.
La serie degli ultimi giorni è impressionante. Enzo Biagi attacca Berlusconi perché dice che a Bolzano ha volgarmente mostrato il dito medio a chi lo contestava: non è vero, ma che importa? I giornali attaccano Berlusconi dicendo che gli artigiani lo hanno abbondantemente fischiato al loro convegno: non è vero, ma che importa? Il procuratore generale di Bologna, attacca Berlusconi dicendo che secondo lui il 40 per cento di economia sommersa rappresenta un bene per il Paese: non è vero, ma che importa?
In fondo è così facile da far credere. Bastano un po' di articoli ben fatti, qualche firma prestigiosa e il gioco è fatto: Berlusconi volgare, Berlusconi fischiato, Berlusconi teorico dell'illegalità. E non importa se i fatti stanno lì a dimostrare che non è andata così. Non importa sapere che quel dito medio di Bolzano era una forma di autoironia, all'interno di una storiella su sua mamma e che, anzi, ai contestatori Berlusconi aveva rivolto parole gentili. Non importa sapere che quei fischi degli artigiani erano limitati solo al ristretto episodio di un invito spedito, non spedito e comunque subito chiarito e che in realtà alla fine Berlusconi è stato applaudito. Non importa nemmeno sapere che Berlusconi mai si è sognato di esaltare la bellezza del sommerso o di dire che è un bene per il Paese, ne ha semplicemente ricordato l'esistenza. E che c'è una bella differenza tra il dire che una cosa esiste e che una cosa è bene che esista.
Per restare a quest'ultimo episodio, c'è da chiedersi se davvero il procuratore capo di Bologna pensa che il premier abbia esaltato il sommerso, dove l'ha visto, dove l'ha sentito, chi gliel'ha detto. Ma ancor più c'è da chiedersi se davvero egli pensa che, qualunque sia il pensiero del premier sul sommerso, questo possa avere una relazione con uno stupro. A noi questa relazione sfugge, e per dirla tutta vengono anche un po' i brividi a sapere che uno così sia procuratore, cioè agisca per conto della Repubblica, cioè di tutti noi. Se proprio devo farmi rappresentare, ecco, preferirei qualcuno che quando, la domenica pomeriggio, gli dicono che hanno violentato una ragazza nel parco pensasse a prendere i violentatori, piuttosto che a insultare Berlusconi. Vi sembra una richiesta bizzarra?
C'è una quindicenne violentata, il pm critica Berlusconi: lo vedete? La notizia meriterebbe di essere liquidata in fretta, al massimo archiviata nel repertorio strano ma vero della settimana enigmistica. Se non fosse che, nonostante la sua assurdità, questa notizia s'è meritata la prima pagina sul Corriere della Sera, esattamente come il dito medio a Bolzano o gli inesistenti fischi degli artigiani. Follie, invenzioni e insensatezze varie, che però, una volta ottenuto il timbro ufficiale della grande stampa nazionale, vengono ripetute nei salotti e nei talk show, come se fossero reali. C'è il rischio di non riuscire più a liberarsene. Vedrete: non passerà molto che qualche Travaglio venderà sulle pubbliche piazze la «verità assoluta» di un Berlusconi che nottetempo stupra le quindicenni nei parchi di Bologna (l'ha detto il procuratore capo, no?). E chi prova a dire che non è vero è un venduto, un leccapiedi, un nemico della libertà di stampa e forse anche di Enzo Biagi.