«Accusa insostenibile», archiviata la Colli

Iniziata nell’ottobre del 2003, l’inchiesta ipotizzava tangenti per finanziare le campagne elettorali

Raffaella Patruno

L’inchiesta su Ombretta Colli, come voleva la Procura, finisce in archivio. Il Gip Antonio Corte ha infatti accolto l’istanza di archiviazione del filone principale dell’inchiesta sugli appalti della Milano-Mare, presentata due mesi fa dai Pm Alfredo Robledo e Stefano Ciavardi. Nelle indagini era coinvolta Ombretta Colli, all’epoca presidente della Provincia, accusata di concorso in corruzione insieme con l’ex assessore provinciale all’Ambiente Luigi Cocchiaro e l’imprenditore Marcellino Gavio. Erano indagati anche Carlo Alberto Belloni, Stefano Gazza e Nunzio Rizzi per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento personale.
La vicenda, cominciata nell’ottobre 2003, aveva fatto riaffiorare sospetti e scenari da Tangentopoli. Le accuse mosse dai Pm parlavano di mazzette per finanziare la campagna elettorale della Colli, per ottenere appalti ma anche per far nominare un «suo» manager nel consiglio d’amministrazione della Serravalle. Una serie di ipotesi e di accuse per le quali però i magistrati non avevano trovato prove sufficienti per sostenere il giudizio. Da qui l’archiviazione.
«La soluzione processualmente corretta - chiosa nella sua sentenza il gip Corte - è quella dell’archiviazione per non essere sostenibile l’accusa in giudizio». Il giudice ritiene infatti che nonostante tutte le indagini compiute, anche con l’uso di intercettazioni, è difficile che i fragili elementi raccolti possano acquisire «nuova luce nell’ambito di un dibattimento».
Insomma per i maggiori indagati dell’inchiesta l’incubo sembra dunque essersi concluso. L’ex presidente della Provincia appare soddisfatta, seppur provata dalla vicenda. «Oggi inizia una nuova fase della mia vita - commenta -, un periodo più sereno, a dispetto dei molti che in questo lungo e difficile percorso hanno volutamente giocato sulla vicenda per screditarmi e distruggere il mio nome e il mio percorso politico. Ciò che mi ha aiutata dall’inizio - continua - è stata la massima fiducia che ho avuto nella magistratura, anche prima della richiesta di archiviazione». Ma dietro la gioia per l’archiviazione della vicenda giudiziaria, l’ex presidente di palazzo Isimbardi non può nascondere la profonda amarezza: «Io e la mia famiglia abbiamo sofferto molto. Non solo per quanto contestato a me, ma soprattutto per aver coinvolto l’Associazione culturale nata per ricordare e celebrare mio marito Giorgio Gaber».
Sollevato è apparso anche l’ex assessore Cocchiaro: «È stata una congiura contro la Colli - accusa -, pensata per farci fuori tutti. Abbiamo subito perquisizioni, siamo stati messi ingiustamente su tutte le prime pagine dei giornali... E per cosa? Io dico che un occhio più attento avrebbe visto prima la nostra totale estraneità ai fatti. E non dimentichiamo che questo disastro ha regalato la Provincia al centrosinistra».