Accusate di praticare la stregoneria 11 persone bruciate vive dalla folla

Nairobi. In Kenya le streghe son tornate. Così deve aver pensato, in un villaggio del Kenya occidentale, una folla che ha bruciato vive almeno 11 persone fra cui otto donne. Secondo fonti della polizia i linciaggi sono avvenuti a Nyaeki, un villaggio abitato dall’etnia kisii che si trova a circa 300 chilometri a nord ovest di Nairobi. Charles Owino, portavoce della polizia nazionale, precisa che dieci delle vittime avevano fra i 70 e i 90 anni. La ricerca di corpi tra i resti delle case incendiate continua, il numero dei morti potrebbe anche aumentare. Un responsabile locale e abitanti del villaggio hanno detto che le persone bruciate vive sono almeno 15.
Secondo fonti locali un centinaio di persone sono andate casa per casa a cercare le donne per poi legarle e bruciarle. «È inaccettabile. La gente non può farsi giustizia da sola solamente perché sospetta di qualcuno», ha detto il responsabile locale del distretto, Mwangi Ngunyi, assicurando che i responsabili saranno perseguiti. Secondo Kibuchi, si era tenuta il giorno prima una riunione nel villaggio per cercare di dissuadere gli abitanti da compiere la spedizione punitiva.
Negli anni ’90 decine di persone sospettate di stregoneria erano state uccise nel Kenya occidentale, a causa di voci secondo le quali c’era chi era diventato cannibale, sordo, muto o sonnambulo sotto l’effetto di sortilegi, così che questa regione ha acquistato la reputazione di «zona di streghe».