«Accusati di terrorismo, il Comune non li mantiene»

I due musulmani arrestati dalla Digos di Milano il 2 dicembre del 2009 sono stati assolti dalla Corte d’Assise di Monza. Sono a casa. Liberi. E ora l’interrogativo che si sta ponendo Giampaolo Riva, sindaco di Giussano - Comune dove sono tornati a vivere i marocchini intercettati mentre dicevano al telefono di voler organizzare stragi - è complicato. Che fare? Il primo cittadino alla guida di una maggioranza di centrodestra vuole capire come gestire il problema, se come aveva previsto i due sono tornati in circolazione, seppure «vigilati». «Non hanno stipendio, sono senza un euro – racconta il primo cittadino – e non vogliamo assolutamente metterli a carico dei servizi sociali, come lo sono stati con la precedente amministrazione». Ilhami Rachid, 31 anni e Ghafir Abdelcader, 42enne, trasferiti dopo la cattura uno in carcere a Benevento, l’altro a Catanzaro per via del sovraffollamento di San Vittore, a Giussano avevano lasciato, ognuno moglie e due figli. «Sono barricati in casa. Dal giorno del loro arresto nessuno li ha visti. I bambini frequentavano l’asilo e la scuola». «Io temo molto per l’ordine pubblico in città. Sapete, qui non è la grande Milano, è certo che si creeranno pericolose tensioni e tanta intolleranza. Le notizie diffuse sul loro conto hanno spaventato i miei concittadini». Come fanno – continua Riva – ad accertarli nella comunità?». «Il prefetto ha riferito che segue la vicenda con molta attenzione: in ogni caso ha tenuto a sottolineare che al momento la competenza è della magistratura». Un fatto è certo: la gente di Giussano vuole chiudere la porta in faccia ai due musulmani che - si disse allora - parlavano di stragi, di far saltare caserme, centri commerciali e perfino il Duomo di Milano. «La magistratura o il ministro dell’Interno – aggiunge perentorio il sindaco - deve adottare un provvedimento d’espulsione. Potete immaginare cosa succede. Non posso spiegare ai cittadini che dovranno vivere con i sussidi pubblici. Ci sarebbe una rivolta. Un aiuto le famiglie lo ricevono dalle associazioni di volontariato come la San Vincenzo. Mi trovo ad affrontare una questione imprevedibile. Le autorità mi devono dare una mano». E interviene anche Mario Borghezio: «Basta con quei sindaci che regalano i nostri soldi ai terroristi. Prima di concedergli la residenza devono verificare. Loro ci vogliono ammazzare e i nostri amministratori li coprono di sussidi, gli danno le case che spettano ai nostri anziani ai nostri giovani che si sposano». L’europarlamentare leghista non ha risparmiato bordate neppure al sindaco di Macherio. «Il centro culturale islamico “La Pace” frequentato dai due islamici è stato chiuso per sempre. Che nessuno si sogni di riaprirlo. È ora di dire basta».