È accusato di aver violentato due bambine

È stata un’amica delle bambine a notare atteggiamenti inequivocabili

Ha violentato per due anni di fila due bambine di otto anni e mezzo, costringendo spesso una ad assistere allo stupro dell’altra. Il presunto pedofilo è un artigiano di 43 anni di Spinaceto, che abitava nello stesso stabile dove vivono le due piccole. L’uomo era un insospettabile amico della madri delle due ragazzine, entrambe separate, che si fidavano di lui e spesso gli affidavano le figlie. A smascherarlo è stata un’amichetta delle due bambine, che ha assistito ad un incontro inequivocabile e ha raccontato alla madre quegli strani atteggiamenti. Poi ha parlato con le amichette. In questo modo le bambine hanno trovato il coraggio di rivelare i soprusi subiti alle rispettive madri.
Così per l’artigiano sono scattate le manette. Gli agenti della IV sezione della squadra mobile, specializzata in pedofilia, lo hanno arrestato con l’accusa di violenza sessuale con l’aggravante dell’età inferiore ai 14 anni delle vittime, corruzione di minorenne e della continuazione nel tempo del reato. Davanti agli agenti l’uomo ha parzialmente ammesso, e nella perquisizione del suo appartamento gli investigatori hanno trovato cassette pornografiche. Circa tre giorni fa le ragazzine, che oggi hanno 11 anni, sono state portate all’ospedale Sant’Eugenio dove gli operatori sanitari hanno accertato le violenze subite. Poi, davanti al personale specializzato della polizia, nel corso di un disperato incontro contrassegnato da pianti a dirotto, hanno raccontato i loro ventiquattro mesi di abusi e terrore. Abusi, che il presunto pedofilo, «quello» come lo hanno definito le vittime, compiva con assidua frequenza, spesso costringendo una delle due bambine ad assistere agli abusi perpetrati sull’altra e per questo gli è stato imputato anche il reato di corruzione di minorenne. Nello stabile di Spinaceto, abitato da famiglie non agiate ma nemmeno povere, le piccole, figlie di genitori separati, vivono con le rispettive madri, amiche tra loro. Forse anche proprio per questa difficile situazione, le due donne più volte affidavano le ragazzine all’artigiano, che viveva da solo. L’uomo era considerato da tutti una persona perbene e il suo atteggiamento in pubblico non lasciava trasparire alcun problema o disagio. Per costringere le piccole vittime a cedere ai suoi desideri, più volte le avrebbe anche rinchiuse a casa a chiave e spesso minacciate. Ieri, dopo l’arresto, l’auto del presunto violentatore è stata data alle fiamme da ignoti. La vettura era parcheggiata nei pressi dell’abitazione dell’uomo. Indagini sono in corso da parte della polizia per individuare gli autori del gesto.